Se fossi un quadro sarei “L’abbraccio” di Schiele

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Avete mai giocato a “se fossi”? E’ molto semplice, a turno una persona viene scelta e, alla domanda “se fossi”, le viene affidato il nome di un fiore, un cocktail, un colore. Molte volte mi è capitato di pensare: se dovessi scegliere un quadro, cosa sarei? Se fossi un quadro, sarei “L’abbraccio” di Egon Schiele.

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“L’abbraccio” di Egon Schiele

Nato nel 1890 in un piccolo paese dell’Austria, Schiele studia all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Nel 1909 espone alla Kunstschaue (una delle mostre più prestigiose agli inizi del Novecento) con i più grandi: Munch, Matisse, Gauguin e Van Gogh.

Diventa pupillo di Gustav Klimt, da cui impara la tecnica del disegno, ma poi si allontana dal Simbolismo per entrare a far parte dell’Espressionismo viennese.

L’Espressionismo è una delle Avanguardie che accompagneranno tutto il Novecento insieme a Cubismo, Astrattismo, Futurismo e Dadaismo.

L’arte non è più soltanto una percezione visiva, i quadri diventano qualcosa che l’autore ha interiorizzato e che può dipingere seguendo i suoi sentimenti. La pittura diventa quindi emotiva ed istintiva, rappresenta la realtà in modo simbolico.

Il titolo dell’opera richiama “L’abbraccio” di Klimt, ma se quest’ultimo attua una fusione dei corpi, e quindi un tutt’uno che simboleggia l’amore come un legame eterno circondato dall’oro e dalla geometria degli abiti, Schiele ci mostra come due anime vogliano incontrarsi lasciando i corpi nudi lontani l’uno dall’altro.

Maestro negli autoritratti e nei nudi femminili, ha il coraggio di mettere su tela il suo disagio e la sua fragilità emotiva.

La sua arte è caratterizzata da una forte psicologia. Ogni quadro ha dentro di sé l’anima dell’autore: i drammi della guerra, l’amore per le donne, la perdita degli affetti cari.

Se fossi un quadro vorrei essere “L’abbraccio” di Schiele, perché rappresenta la fragilità dell’uomo, il suo volere qualcuno accanto ogni giorno pur preservando la sua integrità. Ci mostra la nostra vera natura, il nostro essere egoisti ma allo stesso tempo necessitare l’amore di qualcun altro. E tu, che quadro saresti?

“Nessuna opera d’arte erotica è una porcheria, quand’è artisticamente rilevante, diventa una porcheria solo tramite l’osservatore, se costui è un porco.” (Egon Schiele)

Federica Castellini

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