Papa Francesco in Egitto: luce religiosa e laica contro l’intolleranza

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Nel viaggio di papa Francesco ci sono gli elementi di contesto e i testi.

I primi fanno breccia attraverso le immagini e danno già di per sé l’idea di un’alleanza tra diversi, alleanza fondata sull’idea che a nessuno è lecito uccidere in nome di Dio. Non c’è bisogno di commentarli ulteriormente perché parlano da soli.

Qui mi vorrei concentrare su qualche elemento meno scontato presente nei testi, che sono costruiti con grande rigore ma anche con grande capacità evocativa. Anche i testi sono fatti di immagini, per la precisione di due opposte, la luce e il fuoco.



L’idea di un Dio che illumina

Si propone l’idea di un Dio che illumina gli uomini ma di una luce che include e che per questo non li brucia. La logica del male è l’incendio, la logica del bene è la luce, che, peraltro, è fatta non solo di fede ma anche di razionalità.

Con questo filo rosso riprendiamo quindi i tre passaggi chiave del discorso ai partecipanti alla conferenza internazionale per la pace a Al-Ahzar:

“Per contrastare veramente la barbarie di chi soffia sull’odio e incita alla violenza, occorre accompagnare e far maturare generazioni che rispondano alla logica incendiaria del male con la paziente crescita del bene: giovani che, come alberi ben piantati, siano radicati nel terreno della storia e, crescendo verso l’Alto e accanto agli altri, trasformino ogni giorno l’aria inquinata dell’odio nell’ossigeno della fraternità…in Egitto si è levata alta la luce della conoscenza.. anche la luce policromaticadelle religioni ha illuminato questa terra”

Smascherare i venditori di illusioni

Lo stesso filo rosso lo troviamo nel discorso dell’incontro con le autorità. Anche qui è evocato l’incendio:

“Abbiamo il dovere di smascherare i venditori di illusioni circa l’aldilà, che predicano l’odio per rubare ai semplici la loro vita presente e il loro diritto di vivere con dignità, trasformandoli in legna da ardere e privandoli della capacità di scegliere con libertà e di credere con responsabilità”.

Parlando alle autorità il discorso è più laico e infatti la luce è individuata nel “rispetto incondizionato dei diritti inalienabili dell’uomo, quali l’uguaglianza tra tutti i cittadini, la libertà religiosa e di espressione, senza distinzione alcuna”, luce che proviene anche dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo e dalla Costituzione egiziana puntualmente citate.

Luce religiosa e laica contro il fuoco distruttore: questo è il messaggio forte che viene dal Cairo.

 

 

Stefano Ceccanti

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