Frans Masereel e la sua ironia in bianco e nero

Immagine Copertina myartguides.com
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Frans Masereel (1889-1972) nato nelle Fiandre occidentale in una città del Belgio ricopre il ruolo di pittore, in particolare d’illustratore grafico.

Ha conseguito i suoi studi presso la Scuola di Belle Arti di Jean Delvin, compiendo in seguito dei viaggi di formazione in Germania e Inghilterra dove si è specializzato nella tecnica delle xilografie.

In Svizzera ha fornito l’impianto grafico per numerose riviste schierandosi dalla parte pacifista, contrastando con la linea d’interventismo militare che stava dilagando nell’assetto europeo.

In particolare, durante la sua collaborazione con il giornale “Le Feuille” rinsaldò la conoscenza con Romain Rolland, scrittore celebre, con il quale instaurò un legame professionale duraturo. Entrambi sposavano il monito antimilitarista e nel 1921 misero mano ad un’opera cinematografica che aveva per oggetto “La rivolta delle macchine”, una tematica controversa che li vedeva schierati da un comune monito nel riappropriarsi di una umanità persa e svalutata, nel mondo odierno.

La relazione esasperata che si era originata tra uomo e tecnologia preoccupava la sensibilità degli artisti. Una degenerazione in atto che soppiantava la franchezza e la spontaneità dei ritmi vitali umani, provocando un abbrutimento dell’essenza umana.

Terminata la sceneggiatura, corredata dalle xilografie di Masereel, purtroppo non verrà prodotto questo progetto in fieri.

Opere di pregio di autori importanti, come ad esempio Thomas Mann, Victor Hugo, Walt Whitman, Tolstoj, Maeterlinck, Wilde, hanno beneficiato del suo apporto illustrativo. L’ambito teatrale ha rivestito anche un bacino di espressione piuttosto significativo per Masereel per quanto riguarda le scenografie e i costumi.

Sono note le sue riproduzioni parigine di Montmartre con il suo tocco caustico e lirico al medesimo tempo.

Il suo spirito tagliente è stato sicuramente il vettore diretto per la creazione di una relazione intellettuale con George Grosz, nella sua permanenza a Berlino. La Nuova Oggettività Tedesca accoglie e arricchisce il già dissacrante e livido pensiero di Masereel.

Incisivo come la tecnica delle sue litografie, questo artista ha raccontato il Novecento con le sue infinite contraddizioni e, in particolare, il periodo delle guerre e dei rivolgimenti culturali e politici in atto.

Costanza Marana

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