Fratelli d’Italia come una colata di lava o di qualche altro materiale meno nobile

Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia sono il primo partito secondo il sondaggio Swg per il Tg La7. Fdi guadagna lo 0,2% e sale al 20,7% scavalcando la Lega. Il partito di Matteo Salvini cede lo 0,3% e scende al 20,3%.

La svolta europeista di Matteo Salvini e della Lega, avvenuta con l’ingresso nel governo Mario Draghi, ha accelerato la crisi di consensi del Carroccio. Ne ha approfittato Fratelli d’Italia, in ascesa da ormai diversi mesi, per togliere all’alleato di centrodestra il primato che deteneva da più di due anni.


L’abbiamo vista arrivare lenta e inesorabile come una colata di lava o di qualche altro materiale meno nobile, meno bollente e molto più maleodorante. Fratelli d’Italia è il primo partito nei sondaggi con la sua icona pop Giorgia Meloni, donna, madre, cristiana, italiana e probabilmente futuro presidente del consiglio. Anzi “premier” come lei ama definire quella carica, un rafforzativo patetico che non dovrebbe trovare spazio in una democrazia compiuta.
Esiste qualcuno che, a parte le rozze pulsioni totalitarie e razziste messe al servizio del peggior padronato dopo i faraoni egiziani, saprebbe definire i contenuti politici dei “Fratelli”? No, perché non esistono. Ciò che esiste è una sbobba immangiabile e velenosa che riconduce qualsiasi aspetto della vita del paese a un imbuto che in ogni modo possibile possa compiacere i potenti.
Ricchi imprenditori, spregiudicati avventurieri, banchieri d’assalto, primari corrotti, magistrati infedeli, baroni universitari, poliziotti violenti, giornalisti bugiardi… Tutto il peggio della nostra disastrata società che incredibilmente raccoglie il consenso di chi proprio da loro è stato cacciato nei ghetti delle periferie urbane, nella sopravvivenza delle campagne, nell’incubo della disoccupazione e dell’abbandono di stato.
Non sono riuscito a trovare l’autore della frase che sentiamo ripetere spesso e che in otto parole oggi assurge al rango di manifesto politico:
LA GUERRA TRA POVERI LA VINCONO I RICCHI

Mario Piazza

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