Fred Rogers: dalla tv alla vittoria contro il Ku Klux Klan in tribunale

Fred Rogers, negli anni ’60, si è guadagnato il titolo di papà della Nazione.

Lo ha fatto attraverso i 33 anni di conduzione del programma per bambini da lui stesso ideato, Mister Rogers’ Neighborhood, con il quale Fred Rogers diffondeva pacatezza e compassione.



Tra i tanti episodi del programma condotto da Rogers ne ricordiamo uno in particolare.

Correva l’anno 1969, e Fred Rogers ed il suo ospite, l’Ufficiale Clemmons, interpretato dall’attore di colore François Clemmons, immersero insieme i piedi in una piscina per bambini.

Il gesto, apparentemente insignificante, è molto più pregno di significato di quanto sembri all’apparenza.

Martin Luther King Jr. era infatti stato assassinato solo un anno prima, e i movimenti per i diritti civili raggiungevano il loro apice proprio in quegli anni. Con quel gesto, quindi, Fred Rogers inviava un messaggio di tolleranza a tutti i bambini degli Stati Uniti.

Lo stesso François Clemmons ha dichiarato nel 2018:

[Ai tempi] la gente non voleva che le persone di colore nuotassero nella loro stessa piscina, e Fred sosteneva che fosse assolutamente ridicolo. La mia stessa presenza nel programma era per Fred l’affermazione di un principio.

In generale, ospiti ed esperti che apparivano nel programma, promuovevano l’uguaglianza e la parità degli uomini ogni razza.

Nonostante questo, nel 1990 accadde qualcosa che a Fred Rogers non piacque affatto.

I Cavalieri del Missouri del Ku Klux Klan iniziarono a distribuire ai bambini un numero di telefono. Chiamando al suddetto numero si potevano ascoltare dei messaggi registrati con la voce, o almeno quella che sembrava essere la voce di Fred Rogers.

I messaggi erano diversi. In uno di essi, per esempio, il protagonista prendeva di mira un bambino di colore, indirizzandogli insulti razzisti e definendolo spacciatore. La registrazione terminava poi col linciaggio del bambino da parte del Klan.

Un altro messaggio poi, anche questo registrato con la voce di Rogers, era indirizzato alla comunità gay, e dichiarava che l’AIDS era una punizione divina.

Nonostante la diversità dei messaggi, quindi, una cosa li accomunava: essere bigotti ed esecrabili.

Di conseguenza Fred Rogers, fedele ai propri principi, non esitò ad assumere un avvocato e fare causa al Ku Klux Klan.

Causa che, fortunatamente, vinse.

Era infatti stato appurato il legame delle registrazioni col Klan e tre uomini nello specifico: Adam Troy Mercer, Edward E. Stephens IV e Michael Brooks, tutti citati in giudizio.

Si tratta di messaggi che sostengono il razzismo, la supremazia bianca e l’intolleranza, l’antitesi di tutto ciò per cui la Rogers and Family Communications Inc. lavora.

Furono queste le parole di Cynthia E. Kernick, avvocato di Rogers. Il team di quest’ultimo, inoltre, sottolineò che il contenuto dei messaggi, che era pieno di suoni ed effetti di Mister Rogers’ Neighborhood, costituiva una violazione del copyright dello show.

Fu così che un giudice federale ordinò che il Klan smettesse di utilizzare i messaggi, ed emanò un ordine restrittivo temporaneo sulle registrazioni. A quel punto i tre uomini citati acconsentirono ad interrompere la diffusione delle registrazioni ed a procedere alla loro distruzione.

Dopo la disputa legale con il Ku Klux Klan, Fred Rogers continuò ad educare i bambini americani per altri dieci anni attraverso il piccolo schermo.

L’ultimo episodio del suo show andò in onda nell’agosto del 2001. Sfortunatamente, il protagonista di questa storia tanto simbolica quanto importante, morì tre anni dopo per un cancro allo stomaco.

Quindici anni dopo Tom Hanks ha interpretato il ruolo di Fred Rogers nel film del 2019 A Beautiful Day in the Neighborhood.

Mariarosaria Clemente

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