Fuck the algorithm: la protesta degli studenti UK valutati da un algoritmo

Fuck the algorithm” è il motto scandito dagli studenti maturandi in Gran Bretagna valutati da un algoritmo. Lo slogan potrebbe diventare una frase popolare da utilizzare in tutte le proteste contro le ingiustizie determinate dall’intelligenza artificiale. Le reazioni degli studenti britannici dei giorni scorsi sono nate in seguito alla scelta del governo di utilizzare un sistema informatico per assegnare i voti della maturità. I risultati finali avrebbero però discriminato ingiustamente molti studenti.




Esami di maturità annullati dalla pandemia

Durante la pandemia Covid19 è arrivata la comunicazione ufficiale dell’annullamento degli esami di maturità per gli studenti inglesi. Un primo dubbio verteva sulla possibilità di accedere ad un college poiché il sistema britannico è differente rispetto ad esempio a quello italiano. Ovvero in Gran Bretagna  le università fanno delle offerte agli studenti durante l’ultimo anno di scuola in base al loro curriculum scolastico. Ma se poi l’esame di stato è annullato come è possibile iscriversi al college?
Così la Ofqual (Office of Qualifications and Examinations) l’ente statale inglese che sovraintende gli esami e le qualificazioni ha deciso di inserire un algoritmo per valutare le competenze e abilità degli studenti. Così da potergli assegnare un punteggio necessario per iscriversi all’università. Il problema è che questo algoritmo ha sottovalutato quasi il 40 % degli studenti, dando punteggi più bassi rispetto a quelli meritati.

Le scuole pubbliche penalizzate dall’algoritmo

I giovani studenti penalizzati dalla votazione informatica reagiscono all’ingiustizia con lo slogan “Fuck the algorithm” perché l’algoritmo non avrebbe preso in considerazione solo la la storia individuale dello studente o i voti degli insegnanti ricevuti durante la didattica a distanza, ma anche la storia degli istituti scolastici di appartenenza e il loro prestigio. Questo ha penalizzato bravi studenti provenienti da alcuni istituti pubblici in zone più modeste, rendendogli impossibile l’accesso ad un college prestigioso. Mentre gli studenti delle scuole private, in particolare quelle più costose e rinomate, hanno avuto automaticamente un voto più alto assegnato dall’algoritmo.

L’algoritmo non permette una valutazione equa

Con questo tipo di valutazione gli studenti provenienti dagli istituti pubblici hanno l’accesso precluso ad una università prestigiosa, non potendo così migliore il proprio status sociale. Una parte della popolazione, come al solito quella più povera, è quindi punita da un sistema che permette l’avanzamento solamente agli studenti appartenenti alle classi sociali abbienti. Un sistema di valutazione di questo tipo non permette l’uguaglianza e la dignità dei giovani, così le reazioni degli studenti si fanno sentire a voce alta  mostrando il proprio disappunto contro l’intelligenza artificiale. E’ necessario che siano i professori a dare dei giudizi equi, valutando ogni studente singolarmente per il proprio e unico percorso di studi.  In seguito alle proteste sono così giunte delle scuse dal governo e verranno annullati dei voti che saranno riassegnati dai professori.

Cristina Meli

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