Ecco perché spesso il fulmine colpisce due volte

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Se leggendo il titolo avete pensato “ma non è il contrario?”, cioè che un fulmine non colpisce mai lo stesso punto, non crucciatevi troppo, per quanto sia una leggenda metropolitana che a pensarci bene è una vera puttanata perché è sotto gli occhi di tutti che non è così, certe strutture sono colpite continuamente dai fulmini, siete in numerosa compagnia perché sono in molti a crederlo.
Però se il fatto che spesso un fulmine colpisca due volte nello stesso punto, a breve distanza di tempo e a non più di dieci metri dal punto della prima scarica, era un fatto risaputo, gli scienziati ignoravano invece perché avvenga.
Ora arriva notizia dall’università di Groeningen di una ricerca pubblicata su Nature che ha trovato la soluzione del mistero.
La chiave per il nutrito team di ricercatori che ha collaborato alla ricerca, capitanato dal primo autore il dr. Brian Hare e dall’autore anziano il professore di fisica Olaf Scholten, è stata disporre di uno strumento che nessuno aveva avuto a disposizione in precedenza, vale a dire il radiotelescopio olandese LOFAR (Low Frequency Array).  LOFAR è costituito da una serie di antenne tutto sommato semplici sparse per tutto il Nord Europa, collegate tra loro da fibre ottiche e coordinate da un computer centrale, il che permette alla rete di funzionare in tutto e per tutto come una singola enorme antenna.



Il primo scopo di LOFAR è l’utilizzo in radioastronomia ma le scariche dei fulmini producono scoppi nella banda radio VHF e dunque è adatto anche alla ricerca in questo campo.
Per la ricerca sono state utilizzate solo le antenne poste in Olanda ma sono bastate per permettere di osservare la propagazione del fulmine a una scala mai raggiunta in precedenza, inoltre utilizzare le onde radio ha permesso di vedere cosa accadeva all’interno delle nubi temporalesche, laddove risiede la maggior parte del fulmine.
Ed ecco spiegato l’arcano: a questa risoluzione gli scienziati hanno osservato delle strutture simili ad aghi in cui parte della carica negativa viene immagazzinata. In termini davvero molto semplificati: un fulmine è formato da più rami, almeno due, uno per le cariche negative e uno per le cariche positive, è proprio questa separazione tra cariche negative e positive che causa la scarica, quello che Hare e compagni hanno scoperto è che le cariche negative non si scaricano a terra con una singola scarica ma che in parte vanno in queste strutture ad ago e rientrano nella nuvola in cui si ricrea la carica per la differenza di potenziale tra le cariche positive del canale principale e quelle negative e il fulmine colpisce di nuovo nello stesso luogo.

Roberto Todini

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