Funghi allucinogeni come possibili antidepressivi

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Nel momento in cui la depressione si trasforma in una malattia incurabile il ricorso ad alcune sostanze, in particolare degli specifici tipi di funghi allucinogeni sembra rappresentare l’unica promessa di guarigione.

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Come riconoscere la depressione

La depressione che grava sull’esistenza dell’essere umano è un disturbo dell’umore caratterizzato da scarsa autostima e perdita di interesse per la vita nel suo complesso. L’effetto che la malattia ha sulle normali attività quotidiane è davvero significativo: questa patologia, infatti, influenza negativamente il rapporto con la famiglia, con gli amici, devia le prestazioni lavorative di chi ne soffre, compromettendone anche lo stile alimentare e la salute con un conseguente affaticamento, ansia e insonnia.

Non è facile accettare la malattia, tanto meno le relative conseguenze, così c’è anche chi decide di ricorrere all’uso di sostanze particolari per sconfiggere la propria pesantezza d’esistere, in questo caso i funghi allucinogeni , conosciuti per le loro caratteristiche psichedeliche, considerati una delle droghe più antiche, risalenti all’utilizzo da parte di popolazioni indigene americane intorno al 2000 a.C. soprattutto per scopi rituali. Ne esistono molte tipologie, alcune delle quali (Psilocybe) contengono psilocibina (triptammina psichedelica simile al neurotrasmettitore serotonina, importante nel disturbo depressivo), utilizzata per il trattamento sperimentale di disturbi della personalità. Possono essere consumati freschi, essiccati o in polvere e i loro effetti sono simili (ma meno intensi) a quelli dell’LSD.

La scoperta

Su un campione di dodici persone, nove dei pazienti trattati nell’esperimento vivevano con un severo stato depressivo, mentre 3 erano moderatamente depressi. In un paziente, la malattia durava da oltre 30 anni. Tutte le persone che avevano aderito all’esperimento avevano provato almeno due diversi trattamenti contro la depressione, senza ottenere alcun successo.

Lo studio ha previsto inizialmente la somministrazione di una bassa dose di psilocibina, la sostanza chimica allucinogena contenuta nei funghi, solo per verificarne la sicurezza.

Dopo di che, è stata data un’altissima dose, equivalente a “un sacco di funghi. L’esperienza psichedelica è durata fino a 6 ore, accompagnata da una musica classica e sostenuta da un aiuto psicologico.

Gli esperti hanno accolto cautamente con favore gli esiti come “promettenti, ma non del tutto convincenti”. Con questi elementi, studieranno ora la composizione di un farmaco adatto a sconfiggere la depressione.

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