Il funk in Brasile potrebbe essere interdetto

Elogia il crimine, l’imprenditore Marcelo Alonso da anni fa propaganda contro il funk sui social network

0

Una proposta di legge per bandire il funk, la più diffusa musica delle periferie e delle favelas brasiliane.  La musica funk esalta il crimine, bisogna proibirla, la proposta di legge pervenuta al Senato brasiliano, così senza appello. Il ritmo che, unitamente al Rap e l’Hip-Hop,  da tempo è subentrato, nel gusto, alla più vasta scala musicale  dei suoni verde-oro conosciuti nel mondo. Nello stesso modo in cui con l’appiglio della lotta alla droga vengono  respinti i piccoli criminali, alla stessa maniera il governo Brasiliano ha deciso che il funk brasiliano dovrebbe essere interdetto.

La Proposta di Legge per proibire il funk è stata presentata al Senato da Romario, l’ex centravanti della Seleção campione del mondo nel 1994, attualmente Senatore della Repubblica. Oltretutto anche ex gran festaiolo. Dapprima proposto come relatore scemato successivamente nella convocazione di udienza pubblica per esaminare la proposta insieme ai cittadini. Personaggio in misura doppia vincente, scelto da Marcelo Alonso. L’imprenditore che ha promosso l’iniziativa e che da anni fa propaganda attraverso i Social Network.

La definizione nella proposta definisce il funk brasiliano “spazzatura”,  musica che esalta i criminali,  gli stupratori e i pedofili. Nell’attuare reati contro bambini e adolescenti. Incentiva il consumo e la vendita di alcol e droga, organizzare stupri e sesso di gruppo. Un dato di fatto l’esistenza di una concordanza tra i cosiddetti «bailes funk», le feste di favela, e il crimine organizzato. La loro amministrazione è in mano ai capi dei narcos. Nel corso del loro svolgimento le gerarchie dell’illegalità balzano fuori, che si tratti di usare armi o vendere droga, peggio ancora di commettere stupri a danni di ragazzine assai giovani.



Il divieto di funk, cancro del paese, responsabile dell’immoralità.

Proibire la produzione nazionale di questo tipo di musica, la richiesta è pervenuta da più parti. Ad esempio la segretaria delle donne dello stato messicano ha chiesto il divieto nelle scuole elementari e medie, perché “denigrante verso il genere femminile. Considerando che è l’area col più alto tasso di femminicidi al mondo, media giornaliera di 7 donne. Rappresenta un’importante azione. D’altro canto il processo imposto al funk è una sentenza generalizzata, mescolando la cultura musicale al sessismo e alla violenza.

L’attivista colombiana Lineyl Ibáñez ha lanciato la campagna “Usa la Ragione” per evidenziare testi sempre più antifemministi del reggaeton. Sostiene che si è continuamente tempestati da frasi violente e aggressive a scapito delle donne, e ciò diventa un’abitudine. Di conseguenza per un uomo diventa normale normale maltrattare una donna. L’obiettivo è quello di  creare  un equilibrio e non normalizzare la violenza. Consentendo alla musica di essere lo specchio di atteggiamenti violenti. Ma, è anche fondamentale criminalizzare le minoranze che si avvalgono della musica per raccontare la vita quotidiana nelle strade di Rio.

Funk e metropoli

Laddove le città si rinnovano, i bassifondi sopravvivono e proliferano. Negli avvenimenti passati dell’America Latina ai margini delle megalopoli, che ne permettono la sopravvivenza e la marginalizzazione duratura, sono progredite le favelas. A causa di un malgoverno o repressioni, le aree marginali sono spesso escluse dai piani di crescita. Descritte come nucleo della violenza e del consumo di droga. Proprio siffatta tendenza, criminalizzare i più poveri, le minoranze, le persone di colore ne ha reso complice la musica. Nata nelle shanty town di Rio De Janerio: il Carioca funk.

Il funk germoglia con una base di importazione, quando ritmi, tecniche e contesti musicali provenienti dagli Stati Uniti si sono amalgamati con espressioni musicali e culturali brasiliane. I tratti distintivi si sono definiti negli anni Ottanta, quando la popolazione di discendenza prevalentemente africana ha scelto il funk come colonna sonora. Dei momenti di aggregazione e divertimento. Inoltre come mezzo di diffusione del sentimento di orgoglio nero,  trasportato dai brani soul-funky provenienti dagli States.




A partire dalla fine del secolo scorso, si è plasmata una musica stratificata e carica di una forte identità afro-brasiliana. Cominciata a diffondersi in modo prorompente anche nelle aree residenziali della città. Uscendo dalla marginalità, essa è stato coinvolta in un intreccio di significati che riguardavano tanto il genere musicale quanto le classi sociali a essa collegate. Nonché le loro aree di residenza. Intorno al funk sono state edificate pratiche antitetiche defluiscono sull’asse tra la proibizione e il riconoscimento del genere musicale.

Oggigiorno le strategie di riconoscimento sono incardinate sull’occupazione di determinate aree urbane, in particolare luoghi pubblici o istituzionali metropolitani. Promosse da alcuni militanti del movimento musicale e culturale funk carioca. Il funk carioca viene pertanto proposto come un genere musicale fluido. Rappresenta un genere musicale locale e peculiare della città di Rio De Janeiro, che deve scorgere le sue origini nel globale.

Soprattutto è un genere musicale che si è dislocato all’interno della stessa metropoli, creando tensioni culturali e politiche. Inerenti alla musica funk e alla società carioca più in generale.

 

Felicia Bruscino

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi