Crisi Ucraina-Russia: Germania sospende il progetto del gasdotto Nord Stream 2

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Crisi Ucraina-Russia.Il discorso di ieri di Putin  ha provocato, prevedibilmente, la reazione immediata dei capi di stato occidentali. Il cancelliere tedesco Scholz ha dichiarato questa mattina la chiusura totale del gasdotto “Nord Stream 2” che collega la Germania alla Russia.

Alta tensione

La crisi Ucraina-Russia è sempre più forte e la tensione sempre più alta, soprattutto dopo le decise parole del presidente russo Vladimir Putin sul riconoscimento del Donbass e l’invio delle truppe per una missione di “peacekeeping” nella regione orientale dell’Ucraina, dove, ricordiamolo, agiscono i separatisti filo-russi. Il riconoscimento del Donbass ha ovviamente scatenato le reazioni dei governi occidentali, i quali hanno manifestato il loro totale dissenso, annunciando un pacchetto di gravi sanzioni per il Cremlino. La Germania ha deciso di dare immediatamente un segnale forte, facendo un passo indietro su uno dei suoi progetti economici più importanti: il gasdotto Nord Stream 2. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha annunciato l’interruzione dell’autorizzazione della rete che collega la Germania alla Russia.

Cos’è il Nord Stream 2

Il Nord Stream 2 è un gasdotto sottomarino, il più lungo al mondo con i suoi 1234 km e inizia dalla costa baltica della Russia per arrivare alla costa della Germania nord-orientale. Il gasdotto è di proprietà della nota azienda energetica Gazprom, che ha sede a San Pietroburgo, ed è costato circa 12 miliardi di dollari. Non è ancora in funzione. Ma si stima che se mai lo sarà, porterà all’Europa 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Cosa accade ora?

I russi hanno reagito augurandosi che la sospensione del gasdotto sia provvisoria. La crisi entra nel vivo. Le cancellerie occidentali si esprimono sul da farsi. Il presidente dell’Ucraina Vlodymyr Zelenskyy, in seguito alla decisione di Mosca di riconoscere le repubbliche separatiste filo-russe nell’Ucraina orientale, si è espresso così in conferenza stampa:

Abbiamo concordato sulla necessità dell’immediata introduzione di sanzioni per un nuovo atto di aggressione contro il nostro paese.

Ha poi aggiunto:

Queste sanzioni devono includere la chiusura totale del Nord Stream 2.

La mossa di Scholz rappresenta un segnale forte. Nel frattempo l’Unione Europea, nei suoi 27 stati membri, ha raggiunto un accordo unanime sulle sanzioni da intraprendere contro la Russia. Il presidente USA Joe Biden ha parlato di inizio di invasione russa e di sanzioni sempre più aspre nei confronti di Mosca.

Cosa accadrà nei prossimi giorni? Scoppierà un conflitto armato? Ci saranno svolte diplomatiche? Di certo non possiamo saperlo, ma una cosa è certa: questa crisi Ucraina-Russia è destinata a provocare ripercussioni sul piano economico e politico, più o meno gravi, nei paesi NATO e non solo.

Fabiano Diosi

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