Le notizie da un altro punto di vista

Gaviria fa il poker: a 23 anni è il nuovo asso del ciclismo

Gaviria fa il poker: a 23 anni è il nuovo asso del ciclismo eguagliando Damiano Cunego. Azzurri al Palo.

0

Bisogna tornare indietro di almeno 3 lustri per trovare un altro poker. Allora l’autore fu Damiano Cunego che quel giro pure se lo aggiudicò. Oggi è Gaviria a fare la storia. Quattro tappe vinte per entrare nella storia del Giro d’Italia. In una corsa a tappe in genere si ricordano gli scalatori, i cronoman, i vincitori, ma l’edizione numero 100 della corsa rosa ha scoperto e ricorderà a lungo questo giovane colombiano. La Forlì-Reggio Emilia era tappa completamente pianeggiante e l’ultima quindi solo per velocisti. Da domani si ritorna sulle montagne dove si deciderà il giro. Ma con oggi è un altro record è stato stabilito. Mai prima d’ora dopo 12 tappe l’Italia era rimasta all’asciutto.



Gaviria nella storia

Il colombiano della Quick Step vince ancora. Nell’ultima delle tappe per velocisti lascia la zampata storica. Era capitato qualcosa di simile solo nel 2004. Oggi vederlo tagliare il traguardo ancora con le braccia alzate ha fatto capire che siamo di fronte probabilmente ad un ciclista destinato ad essere un asso. Siamo infatti già a 9 vittorie stagionali per Gaviria. Un colombiano atipico in realtà poco amante delle montagne e tanto veloce. La vittoria di oggi è stata imperiosa. Ai 200 metri sembrava tagliato completamente fuori salvo poi ritrovarselo davanti. Uno slalom da acrobata lo ha fatto sbucare all’improvviso senza che nessuno si potesse opporre al suo strapotere. Il Giro d’Italia ha a che fare con un fenomeno. I big invece rimangono sapientemente al coperto in attesa di domani.



Classifica e azzurri

Nibali e Quintana sono attesissimi, ma oggi non si sono affatto visti. Era tappa infatti in cui dovevano lavorare le squadre degli sprinter e così è stato. La battaglia per la maglia rosa è rimandata a domani. Il simbolo del primato ancora sulle spalle di Tom Dumoulin. Gaviria conferma invece la maglia ciclamino della classifica a punti. Nel Giro numero 100 c’è però un’altra nota stonata che non può passare inosservata. Record di tappe senza vittorie per gli azzurri della bicicletta. Non era mai accaduto prima. Un dato che va interpretato in attesa di Nibali sulle montagne e di Aru al Tour. Cos’è successo ad una delle scuole storiche del ciclismo mondiale? Eppure i corridori su cui fare affidamento ci sarebbero, ma a dettare tempi e partecipazioni varie sono sempre di più gli sponsor. E magari qualcuno va in California ed è costretto a snobbare il Giro!

 

Leave A Reply

Your email address will not be published.