Genova, trovata morta tartaruga rarissima

Meno di un mese fa era stata avvistata in piena salute tra Savona e Imperia

Foto di Eleonora Vasapolli
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Ieri mattina sulla spiaggia di Voltri, a Genova, è stata trovata la carcassa di una tartaruga. Non una tartaruga normale però, bensì una tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)una specie rarissima. L’animale, lungo 1m e 60 cm, è probabilmente arrivato già morto sulla spiaggia, trasportato dalle forti onde del Libeccio. Su di esso infatti sono evidenti i segni di un avanzato stato di decomposizione: ha completamente perso il suo caratteristico colore nero e sono rimaste soltanto le placche ossee biancastre

Ad accorgersi della tartaruga sono stati i residenti della zona, che l’hanno anche fotografata. Sul litorale sono poi arrivati la capitaneria di porto,le autorità locali e l’acquario di Genova.

Il primo avvistamento




Fonte: la stampa.it

La tartaruga era stata avvistata in piena salute meno di un mese fa, il 14 agosto tra Savona e Imperia. A fare questo incontro erano stati i ricercatori del Cima (il Centro Internazionale di Monitoraggio Ambientale) del Campus universitario di Savona. E ne erano rimasti piacevolmente stupiti, perché difficilmente si avvistano le liuto nel Mar Mediterraneo, delle quali non si hanno notizie di nidificazione in Italia.

La rarità della tartaruga liuto

Questo esemplare di tartaruga è una delle specie più grosse di questo animale, che può arrivare fino ai due metri di lunghezza e al peso di 700 kg. Un’altra sua caratteristica è la corazza composta da piccole placche ossee disposte a mosaico, ricoperte da una pelle cuoiosa e liscia. Proprio per questo è soprannominata di “tartaruga dal dorso di cuoio” . Le liuto inoltre sono ottime nuotatrici: possono raggiungere fino i 10 km/h. Si pensa che viva circa per 50 anni.

Nel 2000 questa specie era considerata in pericolo di estinzione da l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, ma nel 2013 il rischio era diminuito. Ma rimane comunque una specie in pericolo critico e vulnerabile. E la colpa è dell’uomo e dell’inquinamento: questi animali scambiano i sacchetti di plastica galleggianti per le meduse, finendo per ingerirli.

I veterinari accerteranno le cause della morte, nel frattempo sono stati contattati anche gli esperti del museo di Storia Naturale Doria di Genova.

Camilla Gaggero

 

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