Gente triste il ciel la fulmini

Non dimentico mai una faccia, ma nel vostro caso farò un'eccezione. Groucho Marx

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Gente triste il ciel la fulmini

Amo sovvertire i luoghi comuni e quando lo faccio ho sempre terrificanti sorprese.

Verissimo che sono sempre i migliori ad andarsene … ma, onestamente, a me preoccupano i peggiori che restano. I migliori, essendo tali, si sono tolti dai “buffi” (come si usa dire nel profondo Tirolo), ma sul groppone ci resta la feccia, e, a pensarci bene, anche noi rimaniamo … e la cosa ci inchioda inesorabilmente.

Non parliamo poi della gente triste. Siamo circondati da untori del malumore, fiere sdentate dal prendere con struggimento la vita a morsi anche quando è morta a terra. Ca**o è lì già frollata per te … che ti accanisci a fare? Se proprio ci tieni, con calma, ti fai il tuo bel pacchettino take away di carogna e te lo porti a casa!

Sia ben chiaro parlo della gente triste, non della gente che “è triste”. Si può esser tristi per tanti motivi, la vita di certo non lesina in piccoli e grandi disgrazie purtroppo; quindi in fondo lavora per te, ma questa instancabile e incresciosa gratuità – donataci a larghe mani dalla vita – alla gente triste non basta, no! … le manca qualcosa, non sta bene, non è contenta se non ci mette del suo!

Il pervicace e pernicioso ciurlare nel manico del già tragico è la firma mista di sudore e sangue dell’individuo triste; che ci possiamo fare? E’ fatto così! Vuole personalizzare tutto; non è contento se non ha un guaio più di te (per carità per me se li può prendere tutti, glieli regalo … e a spese di spedizione zero!), una zia con una malattia talmente rara da portare il suo nome o un amore struggente e irripetibile appena conclusosi, al cui confronto la storia di Abelardo e Eloisa non è altro che la cronaca di una vasectomia riuscita male.

Per carità, ognuno è libero di macinarsi l’anima come vuole, solo che poi questa gente esce, conosce, socializza, insomma … diffonde nel circondario l’infausto verbo.

Ma anche qui possiamo porre riparo; basta una copiosa “grattatina” quando li incrociamo e in un sol gesto arginiamo l’orchite e allontaniamo i tristi effluvi. Però il peggio è “in-arginabile”, facciamocene una ragione …  perché la gente triste “agisce”, “decide” e, inevitabilmente,  agisce e decide “tristemente”, con una insipidità che è capace di strappare al mondo qualsiasi sapore.

La gente triste non ama la “rivoluzione”, non può neanche concepirla, è medietà assoluta! E’ quella che ti dice: “avrei voluto votare Rifondazione (mi hanno  detto che esiste ancora!), ma non volevo disperdere il voto!”  E’ quella che ritiene che in fondo Trump potrebbe rivelarsi un “sorpresa” quando a me non sorprenderebbe neanche se scoprissimo che colleziona liceali in divisa imbalsamate in cantina dal 67’! Uno con quella faccia non può non avere una perversa attrazione sia per la tassidermia che per il collezionismo. A Trump Norman Bates fa una pippa!

La gente triste si incazza una volta sola nella vita … e porca putt**a proprio quel giorno decide per il voto di protesta a Grillo! Come protesta “puntualmente” male!

La gente triste va al Lingotto, quella più triste ancora lo organizza, quella ormai perduta nei limacciosi e inestricabili meandri della mediocrità ha pagato una quota per permettere a una pericolosa torma di esseri senza alcuna qualità di realizzarlo!

Gente triste … che il ciel la fulmini!

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