Geostorm, il disaster movie alla Roland Emmerich stroncato dalla critica

Geostorm, il nuovo blockbuster americano sulla fine del mondo, è in sala da qualche giorno in Italia. Pieno di scene apocalittiche, il film diretto da Deav Devlin segue i tipici schemi del disaster movie alla Roland Emmerich ed attinge a piene mani dall’attualità riguardante i cambiamenti climatici. La pellicola, costata circa 120 milioni di dollari, però non sta riscuotendo il consenso della critica, che definisce il film “poco ispirato” nonostante la presenza di un cast a dir poco stellare, capace di vantare attori del calibro di Gerard Butler, Ed Harris ed Andy Garcia.




La trama di Geostorm è piena di cliché, ricalcando grossomodo quella di altre pellicole dello stesso genere ma connotandola di nuovi particolari. Gli stilemi sono quelli classici del disaster movie. La Terra è tormentata da una serie di eventi climatici su vasta scala, ma a differenza di quanto accade nella realtà, una coalizione internazionale capeggiata dagli Stati Uniti d’America decide finalmente di prendere di petto e molto seriamente il problema legato al clima. Così decide di commissionare il progetto “Dutch Boy“, un programma spaziale basato sulla costruzione di un sistema di satelliti capaci di controllare il clima su scala globale. Premessa dunque a dir poco geniale per un blockbuster costato decine di milioni di dollari e che, seppure sposi un approccio fantascientifico (l’attuale tecnologia infatti non lo consentirebbe) è in grado di attingere a piene mani dalla realtà: il global warming è un fenomeno reale e decisamente attuale di cui si non si fa altro che discutere specialmente negli USA a seguito di uragani e tempeste come Irma e Katrina. Un tema, insomma ,sempre al centro del dibattito pubblico in America, come dimostra anche il recente ripensamento del Presidente Trump. Ma purtroppo come accade spesso nel mondo del cinema le premesse da sole non bastano a fare di una pellicola un capolavoro o un film decente e Geostorm, in fin dei conti, perde questa sua premessa iniziale, risultando poi pieno di criticità e difetti che la critica internazionale in questi giorni non sta evitando di sottolineare.

Protagonisti della pellicola i divi di hollywood Gerard Butler, Ed Harris e Andy Garcia. Il primo è l’ingegnere al centro del progetto Dutch Boy, il secondo e il terzo sono rispettivamente il Segretario di Stato americano ed il Presidente degli Stati Uniti.  Come dicevamo purtroppo la loro presenza non fa di Geostorm una buona pellicola anzi. Ma quali sono nello specifico i difetti del film ?

La sceneggiatura in fondo rispetta i classici tópoi di “genere”. Non è un caso che il regista Dean Devlin abbia partecipato sottoforma di sceneggiatore a diversi film di Roland Emmerich (Independence Day, The day after tomorrow, 2012, Godzilla). In tali pellicole infatti i protagonisti sono sempre legati da vincoli familiari (padre-figlia, marito-moglie, fratello-sorella), sono spesso gli “esperti” o i “salvatori” della situazione (e quasi sempre della Patria rigorosamente a stelle e strisce), sono spessissimo scenziati o presidenti ed autori, insomma, di imprese ai limiti dell’impossibile, come Will Smith in Independence Day o Dennis Quaid in The Day after tomorrow.

geostorm
Fonte: everyeye cinema

Seppure richieda grandi dosi di suspension of disbelief non si può dire che la sceneggiatura di Geostorm pecchi di coerenza, anzi. Essa fa il suo eccellente dovere, fornendoci una ottima esposizione iniziale, un credibile “avvenimento” che modifica l’esordio, una intensa parte centrale piena di peripezie che coinvolgono i vari personaggi, un eccellente Spannung (la tensione al suo picco massimo) ed una bella conclusione a lieto fine in cui si ricompone l’equilibrio iniziale. Peccato che il solo contenitore non basti e che tutto questo venga continuamente riempito di battutine e momenti prevedibili, oltre ad alcune scelte di regia scopiazzate qua e là dalla cinematografica di genere. A tratti sembra Armaggedon, ad altri Independence Day. I dialoghi sono spesso parossistici, pieni di quei cliché di cui si farebbe volentieri a meno perché dopo un po’ annoiano invece di divertire. Innumerevoli frasi a effetto dette dai protagonisti infatti corrispondono perfettamente a ciò che ti aspetteresti in quel determinato momento ed è forse questo l’aspetto più deludente di Geostorm. Come tutti i “disaster movie” Geostorm vuol essere caciarone per non prendersi troppo sul serio ma non ci riesce, destando più che altro noia in cui lo guarda. Gli esperti del settore, nella pellicola di Devlin potranno rivedere sotto una nuova veste grafica tutto quello che hanno visto in passato nei film di Emmerich, riuscendo a prevedere in anticipo ogni scena del film; ciò andrà naturalmente ad influenzare notevolmente il pathos nonché a diminuire la soglia di partecipazione sul piano affettivo. In parte sembra di rivedere 2012 e The Day After Tomorrow ma ulteriormente imbruttiti per la mancanza alla regia del cineasta tedesco che almeno destava l’effetto unbelievable.

Dove Geostorm invece fa il suo immenso dovere è sul piano estetico. Gli effetti speciali sono maestosi, puliti e capaci di mettere su schermo scenari mai visti primi. Certo, anche stavolta non mancano i soliti archetipi. Vedremo onde gigantesche abbattersi sulle città, esplosioni e cataclismi naturali di ogni tipo agevolati dall’intreccio narrativo che, come abbiamo detto, pone al centro questo enorme sistema di satelliti costruito al fine di influenzare il clima della Terra.

La critica sta stroncando Geostorm sotto molteplici punti di vista definendo la pellicola di Dean Devlin poco ispirata. Su Metacritic il film ha un punteggio di 21 su 100 ma nel mondo ha già incassato la bellezza di 182,4 milioni di dollari a fronte di una spesa di 120, a dimostrazione che l’argomento di cui tratta e il genere stesso comunque continuino a interessare notevolmente un certo pubblico di massa.

Salvatore Rizzo

 

 

 

2 Thoughts

  1. Assolutamente un bel film…che tiene sicuramente testa ad altri del genere come i suddetti citati nell’articolo. Critiche senza senso e senza una base di criterio…non capisco tutto questo fango buttatogli addosso. Probabilmente chi critica non ne capisce proprio molto di cinema…dato appunto il notevole riscontro che la pellicola ha avuto e soprattutto all’incasso ottenuto. Saluti

    1. Grazie per aver condiviso il tuo commento con noi. Un abbraccio, nella speranza di poterci rileggere presto ancora una volta

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