Ghiacciai dell’Antartide: anche per quelli a est non si può stare tranquilli

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Abbiamo già scritto più volte delle allarmanti condizioni dei ghiacciai artici, abbiamo parlato delle cause del Disgelo della Groenlandia e della Piattaforma Larsen che va in pezzi, in mezzo a tanti scenari preoccupanti una cosa consolava gli studiosi (e tutti noi) sulle condizioni dei ghiacciai dell’Antartide, il fatto che della enorme piattaforma di ghiaccio orientale antartica, la più grande, si credeva che fosse così stabile da non essere a rischio di risentire dei cambiamenti climatici.
Il tutto si basava sui (pochi) dati storici, cioè su quello che pensavamo essere il passato della piattaforma, la Terra in passato ha subito variazioni climatiche enormi, la differenza con quelle odierne provocate dall’uomo è che si sono svolte su tempi lunghissimi, quindi se la piattaforma orientale non avesse subito importanti variazioni nel corso delle ere ci suggerirebbe che può assorbire bene i cambiamenti climatici senza variare la sua dimensione, questo era quello che si pensava e che ci rassicurava, che la piattaforma avesse attraversato le età della Terra senza sperimentare importanti variazioni, il nuovo studio ci dice che non è così.



Lo studio sui ghiacciai dell’Antartide orientale
La ricerca pubblicata oggi (14 Dicembre) su Nature è basata sui dati raccolti nella prima indagine oceanografica effettuata sulla Costa Sabrina dell’Antartide Orientale e i risultati sono che nel corso della sua storia la piattaforma orientale si è ristretta e poi riallargata con variazioni consistenti in più occasioni. Considerato che in questa enorme distesa di ghiaccio è racchiusa abbastanza acqua che potrebbe innalzare i livelli del mare di 53 metri non è una novità da poco, ma a parte evocare scenari catastrofici, che non sono alle porte, per ora non ci sono segnali che la piattaforma dia segni di cedimenti, sapere che è probabile che prima o poi una tale massa di ghiaccio sia coinvolta nel discorso dei cambiamenti climatici è un dato importante di cui i climatologi che delineano scenari dovranno tenere conto. Secondo gli scienziati la piattaforma orientale sembra essere stabile da circa sei milioni di anni, ma negli ultimi venti milioni di anni i ghiacci, in una zona conosciuta come Bacino di Aurora sono avanzati e si sono ritirati undici volte, in periodi in cui le acque erano ancora più calde di quelle odierne.



Alla luce di questi dati storici e di cosa sappiamo dei ghiacciai che si stanno sciogliendo c’è da non dormire sonni troppo tranquilli per quelli della piattaforma orientale, innanzitutto perché la base di questi ghiacciai si immerge nelle acque e il contatto con le acque calde è tra le cause principali dello scioglimento dei ghiacciai e poi perché un piccolo campanello d’allarme forse già c’è, le acque relativamente calde che stanno sciogliendo il ghiacciaio Totten, un ghiacciaio nell’est dell’Antartide, lambiscono anche il Bacino di Aurora.

Fonte immagine: www.jpl.nasa.gov

Roberto Todini

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