Gioco d’azzardo e Decreto Dignità: entrano in vigore le prime misure

Immagine Copertina mangiatoridicervello.com
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Il blocco totale della pubblicità al gioco d’azzardo prevista dal Decreto Dignità, approvato in Senato lo scorso 7 agosto, avrà pesanti effetti sulle casse dello Stato. Tra le contribuzioni fatte dagli operatori di scommesse sportive, dai casinò online e quelle che derivano dalle diverse opzioni di azzardo più tradizionali, nei soli primi sette mesi del 2018, il settore ha versato tributi per circa 249 milioni di euro, suddivisi tra imposte dirette ed indirette.

L’abolizione della pubblicità del gioco andrà a colpire l’intero comparto.  Dai siti professionali che offrono recensioni dei migliori casino online legalmente presenti nel mercato, ai grandi operatori che sponsorizzano eventi sportivi di rilievo nazionale, tutti sentiranno gli effetti di questa legge che produrrà una consistente riduzione delle entrate erariali. Il “buco” creato dalla riduzione della spesa nel gioco è stato stimato intorno ai 200 milioni di euro per il 2019, ma vi è che contesta questa stima come eccessivamente prudente.

Uno degli strumenti studiati dal Decreto per controbilanciare queste mancate entrate è stato l’aumento del Preu sugli apparecchi slot machine e videolottery. Il primo settembre è quindi scattata la prima fase dell’incremento del Prelievo Unico Erariale previsto dal Decreto Dignità che porta la tassazione al 19,25% sulle somme giocate con le slot e al 6,25% sulle videolottery. Il secondo step è invece previsto nel maggio 2019 quando si arriverà ad un prelievo rispettivamente del 19,50% e del 6,50%.

Il comparto dei giochi slot tradizionali è ancora una volta quello su cui lo Stato punta per poter reperire risorse addizionali, e questa scelta non è certo casuale. Nel 2017, le cosiddette “macchinette” hanno generato entrate erariali per 6,1 miliardi di euro, la contribuzione maggiore tra i diversi comparti del settore del gioco. Quello che però resta da capire è quale sarà il futuro del gioco slot tradizionale nel nostro Paese. Nel 2018, il parco macchine sul territorio è stato ridotto notevolmente, lasciando negli esercizi pubblici solo 260.000 dei 400.000 apparecchi slot presenti l’anno precedente. A questa rottamazione si vanno poi aggiungere i distanziometri, applicati da numerose amministrazioni locali su tutto il territorio nazionale, ed ora anche l’aumento del Preu, che va a colpire direttamente il margine di profitto degli operatori.

È chiaro che, se l’obiettivo del governo era la riduzione dell’offerta di gioco d’azzardo sul territorio, tutti questi elementi sembrano puntare verso quella direzione, ma c’è chi è comunque preoccupato per gli effetti prodotti dal Decreto Dignità. Molti esperti temono che a sparire dall’orizzonte sarà solo il gioco legale, mentre si assisterà ad una proliferazione di agenzie di scommesse clandestine o di opportunità di scommessa illegali. Le stesse preoccupazioni riguardano anche il settore online che,  in assenza di una presenza fisica sul territorio, si basa solo sulla promozione e sulla pubblicità per potersi rendere visibile al pubblico. Dicendo stop alla pubblicità, si eliminano tutte quelle realtà come ad esempio i siti di recensione dei casinò di cui parlavamo sopra, che per anni hanno fatto informazione sul gioco legale, aiutando gli italiani a saper scegliere e distinguere tra opzioni di gioco autorizzate e non.

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