Giorgia Meloni sul metadone: l’alternativa è lasciare morire i tossicodipendenti?

Vorrei che si capisse appieno la portata della metafora che Giorgia Meloni ha usato l’altro ieri a Cernobbio a proposito del Reddito di Cittadinanza, non rispondendo per strada a qualche giornalista impertinente ma in un discorso pubblico preparato e scritto in tutta calma dove ogni parola viene scelta con la massima cura:
“È esattamente lo stesso principio del mantenimento a metadone di un tossicodipendente, ti mantengo nella tua condizione, non voglio migliorarla, voglio mantenerla.”
La prima cosa da notare è come Giorgia Meloni sul metadone non abbia idea del percorso di sofferenza che, affidando la propria vita ai SerT (Servizi per le Tossicodipendenze), i “drogati” devono affrontare. Una grossolanità inaccettabile che però diventa quasi marginale rispetto al baricentro della frase.
Secondo Giorgia, donna, madre, cristiana e italiana, chi si trova nelle condizioni di tragica povertà che consentono di accedere al reddito di cittadinanza, ma analogamente a qualsiasi forma di protezione sociale, è un tossicodipendente.
Sono “a rota” di sussidi i giovani che rimbalzano come palline tra lavori precari con paghe da fame, sono in astinenza i padri di famiglia della Whirlpool che si ritrovano in mezzo alla strada dopo decenni dedicati alla propria azienda che delocalizza, hanno una siringa nel braccio gli anziani espulsi definitivamente dal lavoro negli ultimi vent’anni e pure il numero infinito di casalinghe che non riescono a ottenere gli alimenti dal marito che le ha abbandonate, magari con un paio figli piccoli.
A differenza del ministro Orlando e di Conte che pure hanno debolmente reagito davanti a una frase tanto volgare, indegna e infame, io non ho l’obbligo della compostezza, e allora vorrei chiedere a Giorgia Meloni “Ma come osi dire una cosa tanto lurida, a quale platea di cani idrofobi stai lisciando il pelo?”
E ancora “Che cosa offri, Giorgia, in alternativa al temporaneo aiuto che chiami metadone? Di lasciarli crepare o meglio nelle mani dei pusher, quelli veri delle famiglie mafiose e quelli metaforici che tolgono loro ogni diritto e dignità con salari che a te non basterebbero per un pomeriggio di shopping?”
Il mio pensiero corre a Gallera e Fontana, a Durigon, a Pappalardo, a Pillon e a tutti gli altri che ci hanno disgustato con le loro frasi ignobili. “Ragazzi, siete dei dilettanti. Prendete esempio da una seria professionista come Giorgia Meloni”

Mario Piazza

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