La giornalista tedesca Reschke: “bisogna ribellarsi contro i razzisti del web”

La Reschke denuncia il razzismo diffuso sui social

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“Se io ora qui dicessi: ritengo che la Germania debba accogliere anche migranti economici, riceverei un diluvio di commenti pieno di odio”. Certamente non mancherebbero i soliti: “stranieri di m***a, “quanti dovremmo prendercene ancora?”, “Dovremmo dargli fuoco” e così via”. La giornalista tedesca Reschke ha così messo in evidenza sulla tv ARD un problema sempre più diffuso. Fare un dialogo civile sull’immigrazione è diventato di fatto impossibile: chiunque prova a difendere gli immigrati, esseri umani come noi, viene insultato e sommerso dall’odio dei razzisti.

Ma il fenomeno è notevolmente peggiorato negli ultimi tempi. La Reschke spiega infatti: “Fino a qualche tempo fa commentatori del genere si nascondevano dietro pseudonimi, ormai però certe cose vengono pubblicate mostrando in chiaro il proprio nome: probabilmente non lo ritengono più vergognoso”. Anzi, più i post sono carichi d’odio e più likes ottengono. Il proprio razzismo non è più motivo di vergogna, bensì di vanto.




L’odio si autoalimenta sui social e “uno che prima era un piccolo razzista insignificante si sente improvvisamente importante”. Contro questi razzisti una soluzione possibile è l’azione penale, come sta succedendo anche in Italia. Tre giorni fa la Digos della Questura ha denunciato quattro persone di Viterbo per aver diffuso frasi dal contenuto razzista su Facebook, in seguito alla morte per annegamento di un richiedente asilo. Alcuni si sarebbero anche rallegrati della sua morte con “Uno di meno”.

 

Il problema, secondo la Reschke, è che il razzismo non si limita alle parole: si è già arrivati ai fatti. La Germania, secondo il ministero degli Interni tedesco, ha registrato 10 crimini al giorno nel 2016 a danno dei migranti accolti nel paese. Lo stesso sta accadendo in Italia.

Reschke: “bisogna ribellarsi”

Per ridurre e contrastare questo fenomeno dilagante la gente per bene deve ribellarsi.

Se quindi non si è dell’opinione che tutti i rifugiati siano dei parassiti da spazzare via, bruciare, gasare bisogna dirlo in maniera chiara: mettersi di traverso, dar fiato alla bocca, posizionarsi, additarsi pubblicamente.

Potete trovare il video qui.

Camilla Gaggero

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