Giornata internazionale delle bambine: il diritto di poter crescere

Fonte: bigodino.it
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Oggi è la Giornata internazionale dell’Onu delle bambine e delle ragazze. Il Niger risulta essere il posto peggiore per la crescita delle bambine, la Svezia quello migliore.

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Fonte: bigodino.it

L’Onu ha indetto la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze il cui simbolo scelto è il colore arancio. L’invito è quello di diffondere gli hashtag #OrangeRevolution e #indifesa per ribadire la dignità e il diritto alla crescita e allo sviluppo delle bambine, future donne del domani, nel mondo, ma soprattutto in quei paesi dove questi diritti fondamentali vengono negati.

L’arancio è stato scelto al posto del classico rosa per rompere con lo stereotipo che vuole che alle bambine venga affibBiato questo colore. L’iniziativa lanciata da Terre des Hommes coincide con l’uscita di un dossier sulla condizione di violenza sui minori in Italia.

Anche Save the Children pubblica un rapporto in cui stila una graduatoria dei paesi in cui vengono analizzate le condizioni di vita di bambine e ragazze in base a parametri come i matrimoni precoci, il numero di figli nati da adolescenti, mortalità materna, grado di istruzione e numero di donne in Parlamento.

Dal rapporto “Every Last Girl: free to live, free to learn, free from harm”, emerge che nei paesi scandinavi le opportunità di crescita e di sviluppo sono migliori. L’Italia si piazza al decimo posto davanti a Spagna e Germania.

I paesi africani come il Niger, Ciad, Repubblica Centrafricana, Mali e Somalia risultano essere i paesi in cui le condizioni di crescita e sviluppo delle bambine sono molto limitate. Insieme a questo gruppo di paesi, figura poi anche l’India, l’Afghanistan, lo Yemen,la Somalia e la Giordania che registrano un alto numero di spose bambine.

In questi paesi, guerre e fame inducono molto spesso le famiglie a sposare le loro figlie molto giovani con la convinzione di assicurargli una protezione da violenze e soprusi. “Oggi più di 700 milioni di donne si sono sposate prima dei 18 anni e ogni anno 15 milioni di ragazzine vanno a nozze ancora minorenni, con conseguenze drammatiche sulla loro salute, educazione e sicurezza. I matrimoni e le gravidanze precoci sono alcuni dei parametri sui quali si basa l’organizzazione per stilare la sua classifica dei Paesi dove bambine e ragazze hanno maggiori opportunità di crescita e sviluppo“. (Fonte: ansa.it)

Focalizzare l’attenzione sulle bambine, donne del domani, è un dovere delle istituzioni internazionali. Dai numerosi dossier e rapporti stilati in merito, risulta la costante della discriminazione femminile che parte dalla tenera età. Le donne in tutto il mondo, costituiscono ancora e purtroppo l’anello debole della società. Un anello debole ma indispensabile perchè su di esse si regge gran parte della sorte umana e senza questo anello la catena si spezzerebbe irrimediabilmente.

Diritto alla crescita, allo sviluppo sono concetti che dovrebbero essere scontati ma non lo sono. Fin quando ci sarà una Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze vorrà dire che i diritti fondamentali della donna (alias del genere umano) sono lungi dall’essere riconosciuti.

Laura Maiellaro

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