C’era una volta il sesso, poi arrivarono i film hard

Il sesso e i giovani

Quali sono i veri effetti che la sfera hard ha sui giovani del nuovo millennio?

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C’è differenza tra come il sesso viene rappresentato in un film/video hard e come viene fatto nella vita reale? E come è cambiato il rapporto tra giovani e sesso?

Di certo, il sesso nella sua accezione di acme del piacere corporeo è sempre stato argomento scabroso da trattare. Ogni sua forma, che viene estrapolata dalla costante di attività riproduttiva, suscita scandalo in qualsiasi epoca sia immersa; basti pensare al quadro L’origine del mondo di Gustave Courbet, rappresentante un primo piano di una vulva coronata da riccioli lunghi e neri. A suo seguito, l’arte di rappresentare il sesso sotto forma di fotografie o pellicole ha preso sempre più piede, proprio come conseguenza all’affievolimento di qualsiasi censura e il diffondersi delle idee “liberali”, che intendono il sesso come nient’altro che un elemento naturale della vita.

Di certo il sesso è un elemento naturale, ma la sfera hard ad esso collegata è oggi diventata un’industria tale da fatturare quanto un piccolo Stato. Basti pensare che nei soli U.S.A., secondo alcune stime, i guadagni di questa industria sono arrivati a 983.674.020 $. E chi sono i consumatori di tale industria? I giovani, i quali, sempre più, proprio come se fossero influenzati da personaggi letterari o cinematografici, ricorrono a modelli di attori o pratiche che l’hard fa apparire come facili o ubiquitarie. Secondo la giornalista Maggie Jones, i ragazzi, sempre più coinvolti nel guardare video hard, si allontanano da che cos’è effettivamente il sesso, finendo per mescolare entrambi questi aspetti, reale e finzione, fino a non distinguerli più.

È qui che si crea il vero e proprio problema: è davvero così? O la rappresentazione “fantastica” delle attività sessuali inizia e finisce dietro lo schermo digitale? Per la generazione che si è affacciata alla pubertà in parallelo all’affermazione del settore in internet, le figure dell’uomo e delle donna appaiono spesso camaleontiche, in altri casi confuse. Le visioni di una donna intraprendente o timida, ma in realtà maliziosa, sono spesso le più rappresentate, come quelle dell’uomo che non si aspetta ciò che gli sta succedendo. Forse quello che si dice di internet in generale funziona anche con i film: internet è uno strumento, diventa dannoso o utile a seconda di come lo si usi. Diventa pertanto pericoloso poter pensare di prendere ad esempio una di queste attrici o di voler fare una loro stessa attività sessuale, senza prendere le dovute precauzioni. Il film hard non è che un aspetto formale di un ambito della nostra vita, volendo tornare a ciò che si è detto in precedenza. Difatti, secondo un’interpretazione del professore Leonardo Terzo, questi film non andrebbero a formare una categoria a sé, quanto fanno parte di quella categoria cinematografica di film “irrealistici” quali anche i fantasy, gli horror, i western, in cui non si vuole rappresentare la realtà, ma la finzione.

La disinformazione in ambito sessuale è quanto mai elevata, internet trabocca di forum di medici e sessuologi che rispondono a domande di giovani con problemi; che vanno dal rischio di rimanere incinta al come infilarsi un preservativo, oppure se il primo rapporto anale faccia male fino a cosa si può fare per diminuire la tensione a letto. La semplice educazione sessuale laica e pura viene tralasciata per un tracotante imbarazzo, si crede perciò (erroneamente) che le giovani menti siano pure ed innocue e le loro attività si fermino al semplice sesso e alla posizione del missionario.

Negli Stati Uniti, dove l’educazione sessuale è malconcia tanto quanto da noi, molti siti hanno intrapreso una campagna e dei programmi di educazione sessuale sul genere, sull’informazione e sulla sicurezza a letto, dal seguito e dal successo impressionante. Perché lo si voglia o no, il film a luci rosse è una manifestazione del pensiero sociale, in quanto rappresenta le fantasie sessuali degli uomini che ci sono dietro quelle stesse opere, uomini come tutti. Il film è fautore della liberazione dei gusti sessuali e dell’esorcizzazione dell’ignoto, tanto funzionale in termini di rivolta quanto le manifestazione di pubblica piazza. Il film hard è come un’infinita tavolozza di colori, racchiude in sé tutti gli aspetti della nostra società.

Massimiliano Ferrara

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