Giove: confermati geyser di vapore acqueo sulla luna Europa

La Nasa conferma la presenza di geyser di vapore acqueo su Europa, una delle lune di Giove. Stando a tale scoperta, avvenuta grazie alla rielaborazione di dati acquisiti nel 1997 dalla sonda Galileo, sul pianeta gigante si nasconderebbe un oceano.

Fonte: NASA/JPL-Caltech/SETI Institute Giove
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I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature Astronomy dal gruppo dell’Università del Michigan guidato da Xianzhe Jia. Attraverso lo studio dei dati della sonda Galileo, che negli anni 90 iniziò a studiare Giove e alcuni suoi satelliti, gli scienziati della Nasa confermano le ipotesi precedentemente avanzate sulla base di immagini riprese dal telescopio spaziale Hubble.

Fonte: SuperEva

In passato

Che ci fossero delle gigantesche emissioni di vapore acqueo dalla superficie di una delle 69 lune di Giove, era un’idea che avevano avanzato già alcuni scienziati, dopo aver visto alcune immagini riprese dal telescopio spaziale Hubble. Si trattava però soltanto di ipotesi, visto che i pennacchi non sono mai stati confermati al cento per 100 dalla immagini di Hubble.

La scoperta

Stando alle nuove ricerche, sotto la superficie ghiacciata di Europa, esisterebbe un oceano di acqua liquida. La sonda si è accostata alla superficie del pianeta a meno di 400 km e ha intercettato la presenza di getti di vapore acqueo. Più nello specifico afferma Angelo Zinzi dello Science Data Center dell’Agenzia Spaziale Italiana (Ssdc-Asi)

La sonda si è avvicinata a meno di 400 chilometri dalla superficie e, sia il suo magnetometro sia lo spettrometro per onde di plasma, hanno mostrato cambiamenti repentini rispettivamente nel campo magnetico e nella densità di plasma elettronico. Cambiamenti che fanno pensare a un effetto dovuto al passaggio della Galileo proprio in un getto proveniente dalla superficie di Europa.

Poiché questi potenti geyser devono attraversare una grossa crosta ghiacciata (10, 30 km di spessore), si ipotizza che sotto esisterebbe un enorme oceano di acqua calda, profondo anche 100 km. Inoltre, sulla superficie di Europa sono presenti dei segni di colore rosso scuro, che sono stati interpretati come delle tracce di sali di solfato di magnesio. Sarebbe pertanto plausibile affermare che tale materiale potrebbe derivare proprio dall’oceano, dopo l’evaporazione dell’acqua dei geyser. Nel frattempo, è previsto l’avvio di nuove missioni per i primi anni del prossimi decennio, come la Juice dell’Esa e l’americana Europa Clipper.

Maria Ferro

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