Giuseppe Scarso e il suo dramma: spaventato, picchiato e bruciato

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Siete entrati in casa mia mentre dormivo, facendomi sobbalzare nel sonno. Forse non lo sapete ma anche le persone anziane sognano e spesso fanno quei sogni che quando qualcuno li sveglia, tristi pensano: “no, proprio sul più bello”.

Mi avete legato, privandomi di quella libertà che ho cercato per tutta una vita: forse non lo sapete che la libertà è l’amante di ogni anziano, di ogni anziana. Per questo, in vecchiaia non ci si preoccupa dei chili in più o di quelli in meno, o se la gonna o la camicia indossata rispetta la moda del momento, o se cantare tra la gente può risultare sconveniente perché non si possiedono le giuste doti canore: in vecchiaia si mangia e ci si veste e si canta come e quando si vuole. Perché si è liberi, libere dalle assurde catene con cui voi giovani legate voi stessi, voi stesse e chi vi circonda, negandovi di essere chi siete.

Mi avete picchiato, ovunque. E avevo male dappertutto perché i colpi giungevano con furia su ogni parte del mio Corpo e per ognuna di esse ho pianto. Forse non lo sapete ma il Corpo non perde mai il suo valore e la sua dignità, anzi col tempo ne acquisisce sempre di più: perché esso custodisce i dispiaceri e le gioie, le fatiche e le estasi, gli amori vissuti e quelli sofferti, gli abbracci stretti e quelli desiderati, le corse e i tuffi nel grano o nel mare, i ricordi e i sogni di anni che hanno portato, che mi hanno portato a quella notte. Quella in cui avete ferito e offeso il mio Corpo, la mia Esistenza. Quello che sono stato, quello che sono e quello che sarei potuto, o potrò (ancora non lo so), essere.

Mi avete dato fuoco. Come fossi nulla. Come se non fossi. E in quel momento ho pensato a quanto fuoco mi è bruciato dentro: quello che voi, probabilmente, non conoscete perché siete presi, prese dalla freddezza di pensieri e atteggiamenti violenti e aridi. Un fuoco che forse non vi si accende dentro neanche quando vi innamorate: se così fosse, non avreste un cuore di ghiaccio capace di commettere simili brutalità.

E mi avete lasciato lì, solo, aggrappato alla vita che ho amato e che ancora amo di un amore sconfinato. E forse non lo sapete che le persone anziane amano la vita di un amore maturo, consapevole, lucido e coraggioso: la vecchiaia non ha paura di guardare la vita negli occhi e non ha paura di porle delle domande. Probabilmente perché conosce così bene la vita da indovinarne le risposte: quelle che voi cercate lanciando uova contro finestre chiuse ed insultando ed importunando chi, lo sapete benissimo, col suo bastone tenta solo di difendere innocuamente il suo spazio, il suo tempo e se stesso.

Siete entrati in casa mia senza chiedermi il permesso e mi avete spaventato e mi avete ferito e questo vi ha gratificati: forse non lo sapete che la vere gioie sono altre e da altro provengono.

Probabilmente no, non lo sapete. E avete tolto a me la possibilità di dirvelo.

 

Deborah Biasco

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