Gli agricoltori si rivolgono alla natura per mantenere un ecosistema più sano

Gli agricoltori riprendono le vecchie pratiche per combattere gli insetti nocivi

Uno dei grandi problemi che gli agricoltori devono affrontare è quello di mantenere lontano dai loro raccolti i parassiti, che facilmente infestano le coltivazioni rovinandole. Di conseguenza ciò comporta un enorme impatto negativo sulla produzione e sul reddito del dell’agricoltore. La soluzione a tale problema sono i pesticidi; nonostante sia ormai risaputo dei danni causati alla natura. Difatti, l’uso dei pesticidi convenzionale può compromettere gravemente la biodiversità e i relativi servizi ecosistemici.

Proprio per questo alcuni tipi di pesticidi sono stati ritirati dal mercato nel Regno Unito e in Europa. Nonostante ciò, ve ne sono altri frequentemente usati.

Tuttavia, quell’uso frequente li rende meno efficaci, poiché i parassiti diventano resistenti ai prodotti chimici. Il risultato è che la “cassetta degli attrezzi” per la protezione delle colture diventa sempre più piccola e più vulnerabile. Occore quindi riconsiderare future strategie per la protezione dei raccolti. Pertanto, sono sempre più necessarie soluzioni ecocompatibili per migliorare ecologicamente la produzione alimentare per una popolazione costantemente in crescita.

A tal proposito, alcuni giovani e innovativi agricoltori si stanno rivolgendo alle pratiche svolte dalle generazioni precedenti utilizzando i fiori come mezzo di controllo dei parassiti. Piantano fiori tra le loro colture, per attrarre predatori naturali di parassiti. L’idea è quella di allineare il campo delle colture con strisce di fiori (Flower Strips) che fungono da “autostrada per insetti”.

Insetti come vespe parassite, che sono utili contro gli afidi che distruggono i raccolti. In passato questa era una delle pratiche più comune, utilizzata dagli agricoltori; circondare i loro campi di colture con fiori per aumentare la biodiversità.

Una voragine che tiene sotto controllo la popolazione di afidi 

Nei campi con accanto a strisce di fiori, il numero di afidi è risultato inferiore del 75% in media rispetto ai campi senza fiori. Tali consentono un danno minore, al di sotto della soglia oltre il quale sarebbero necessari i pesticidi.

Gli esperti del Centre for Ecology and Hydrology nel Regno Unito Ben Woodcock e Richard Pywell stanno studiando le tecniche di semina più benefiche per assicurarsi che venga creato il giusto equilibrio nell’area giusta. In una fattoria inglese  un raccolto di colza – una pianta che normalmente renderebbe il campo di un colore giallo solido – è unito a lunghe e larghe file di fiori. Il campo è uno dei quattordici siti coinvolto nello studio che verifica i benefici de fiori selvatici.

Con l’adozione su larga scala di sistemi agricoli di precisione, in particolare la mappatura GPS e le tecnologie di applicazione di precisione, è possibile implementare e proteggere questi habitat sul campo. Oltre a massimizzare gli effetti dei fiori come pesticidi naturali. Woodcock e Pywell riconoscono che, probabilmente ci sarà ancora bisogno di pesticidi.

Ma attraverso questo approccio più naturale le popolazioni di parassiti sono mantenute al di sotto dei livelli in cui causano danni alle colture per periodi più lunghi. Riducendo così il numero di spray antiparassitari applicati.

Simili studi sono stati testati anche in altri Paesi.  Ad esempio, in Svizzera i ricercatori hanno piantato papaveri, coriandolo, aneto e altri fiori lungo i campi di grano. Le piante nutrivano e riparavano insetti come le coccinelle che mangiavano gli insetti nemici del grano. Alla fine il danno fogliare è stato ridotto del 61%. I ricercatori hanno stimato che la scelta del giusto mix di fiori potrebbe aumentare la resa del 10%, rendendo economicamente autosufficiente o addirittura redditizio continuare a piantare fiori.




L’uso dei fiori, da parte degli agricoltori, ha anche un impatto benevolo sull’ecosistema. Con il preoccupante aumento della diminuzione degli alveari – un fenomeno che è in parte dovuto all’abuso di pesticidi – fornire più fiori, usando meno pesticidi, alle api per impollinatrici.

Il controllo biologico dei parassiti è un buon metodo per contribuire all’intensificazione ecologica dell’agricoltura. “Flower Strips” sviluopa e incoraggia gli antagonisti naturali dei parassiti agricoli. Questo aiuta a ridurre l’infestazione da parassiti e quindi a danneggiare le colture agricole, oltre a evitare l’uso di prodotti fitosanitari.

La promozione dell’abbondanza e della diversità dei nemici naturali può aumentare la stabilità del controllo dei parassiti e fornire ulteriori vantaggi agli agro-ecosistemi in termini di conservazione naturale dei nemici. Quindi è consigliabile creare strisce di fiori su misura come una promettente opzione di gestione per conciliare gli obiettivi di intensificazione ecologica e conservazione della biodiversità.

 

Felicia Bruscino
Photo by Mehmet Kürşat Değer on Unsplash

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