Gli Uiguri: lo Xinjang e la repressione del governo cinese

Le immagini riprese da un drone nella provincia cinese dello Xinjang – che mostrano decine di esponenti della maggioranza etnica della zona, gli uiguri, ammanettati e inginocchiati di fronte agli agenti del governo centrale – hanno riacceso i riflettori su un conflitto che dura da anni. Ripercorriamone cause e storia.



Lo Xinjang terra di incontri

La Regione autonoma dello Xinjang, nel Nord Ovest della Cina, è il punto di incontro tra il paese del Dragone Rosso e il resto dell’Asia. Terra di incroci, numerose culture e conflitti, sono numerose le etnie che la popolano. Di queste, gli Uiguri sono la maggiore.

File:Xinjiang map.png - Wikimedia Commons

Gli uiguri

Questo popolo discende dalle antiche tribù di origini turche che migrarono e occuparono l’odierna Mongolia. Etnia turcofona, religione islamica, caratteristiche fisiche miste. Un po’ europei, un po’ mediorientali, un po’ asiatici. Gli uiguri sono l’emblema della provincia dello Xinjang e dei suoi mille volti. Vediamo alcune tappe della loro tormentata storia…

Una minaccia pubblica

I contrasti recenti tra uiguri e governo centrale hanno il loro fondamento agli inizi del ‘900, quando nella regione dello Xinjang inizia a soffiare il vento dell’indipendenza. I tentativi, appoggiati dall’Unione Sovietica, di fondare la repubblica del Turkestan naufragano nel 1949 con l’annessione del territorio alla Repubblica Popolare Cinese, e gli uiguri vengono visti come una minaccia dal governo centrale, ufficiosamente per motivi politici, ma l’idea è che l’intolleranza sia soprattutto a causa della loro religione.

La caduta dell’URSS

Con la caduta dell’Unione Sovietica, i timori di Pechino di eventuali ripercussioni in caso di repressioni e di nuovi tentativi di indipendenza appoggiati da Mosca spariscono, facendo drasticamente degenerare le condizioni degli uiguri.

Terrorismo

Il vero spartiacque è però il nuovo millennio e la lotta al terrorismo. Nel 2001 alcuni dei gruppi islamici vicini agli uiguri sono infatti rimasti coinvolti in alcuni attentati. Questo ha portato ad una ulteriore intensificazione della repressione del governo cinese.

Gli scontri etnici del 2009

Già nel 2009, quando una manifestazione uiguri degenerò in scontri etnici a cui partecipò anche la polizia cinese con un bilancio di oltre 150 morti tra uiguri e han, un’altra delle etnie della zona, e più di mille arresti, l’opinione pubblica mondiale protesta a gran voce contro il governo cinese, che accusa Rebiya Kadeer, dissidente uigura in esilio, di avere organizzato gli scontri con fini indipendentisti.

L’opinione pubblica

E’ però nel 2018 che il dibattito sulla condizione degli uiguri e sui diritti umani in Cina torna alla luce, quando il quotidiano Bitter Winter mostra le immagini dei “campi di educazone” in cui un gran numero di uiguri viene detenuto. Immediate le richieste di chiarimenti al governo cinese sulla natura di queste strutture, che verranno nonostante le immagini dichiarate essere istituzioni educative.

La situazione attuale

Ad oggi lo Xinjang è la regione più controllata dell’intero paese, quella con le misure di controllo più rigide. Arresti non giustificati, aborti e sterilizzazione forzata, torture, sono solo alcune delle oppressioni a cui la minoranza uiguri deve sottostare, tanto da far parlare di vero e proprio genocidio. Quante immagini come quelle riprese dal drone bisognerà vedere prima di riuscire a fare qualcosa?

Beatrice Canzedda

 

 

 

 

 

 

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