Glifosato cancerogeno? Non più, arriva la decisione che infiamma la protesta

A differenza dei risultati dell'IARC, quelli dell’Echa affermano che il glifosato non è cancerogeno. Ora l’UE dovrà riprendere il dialogo con i Paesi membri

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Il glifosato non è cancerogeno. Ad affermarlo è il Comitato per la valutazione del rischio dell’Echa, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche. Questo il parere appena diffuso dall’ente, secondo cui il glifosato non è cancerogeno e non causa mutazione genetiche, ma solo danni agli occhi ed è tossico con effetti duraturi sulla vita in ambienti acquatici.

Appena un mese fa è partita in tutta Europa un’incredibile mobilitazione per chiedere alla Commissione UE il divieto totale dell’uso del glifosato.

La questione sul noto diserbante è piuttosto annosa e vede coinvolte da anni diverse forze, tra cui le aziende che lo utilizzano per il trattamento erbicida, il colosso Monsanto che lo produce e utilizza per il suo Roundup, nonché associazioni, enti di ricerca ed istituzione europee ed internazionali.

 

Il comitato #StopGlifosato

L’assoluzione è arrivata nonostante l’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e i numerosi studi che ne dimostrano la pericolosità di utilizzo e di esposizione alla sostanza. Alcune denuncie sulla non imparzialità dell’indagine che ha portato all’assoluzione arrivano dalla portavoce del comitato #StopGlifosato, così come riportato dall’Agenzia Giornalistica Italiana.

Secondo Maria Grazia Mammuccini, infatti, si tratta di:

“Una conclusione che non convince e a cui si è arrivati esaminando gli studi pregressi, compresi quelli delle aziende produttrici. Abbiamo lanciato già alcuni giorni fa l’allarme sul possibile conflitto di interessi di alcuni membri della Commissione che ha emanato questo parere. Almeno tre di loro hanno lavorato per società di consulenza del settore chimico, interessate a sostenere il glifosato e a non far partire un serio ripensamento sull’uso globale dei pesticidi nell’agricoltura europea”.

 

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Cosa ne pensano i cittadini europei del glifosato?

La questione sulla pericolosità del glifosato ha messo in moto centinaia di migliaia di cittadini UE, appartenenti a 45 associazioni e promotori dell’ICE, Iniziativa dei Cittadini Europei, con l’obiettivo di far sentire alla Commissione Europea la propria voce e il loro tonante NO all’utilizzo del diserbante e, più in generale, verso un modello di agricoltura non può sostenibile, ovvero quello basato sul sistematico ricorso a sostanze chimiche.

 

EFSA, IARC, Commissione Europea e glifosato

Andando a ritroso, è stata proprio la Commissione Europea a rivolgersi all’Echa, alla luce delle conclusioni contraddittorie dei diversi enti che nel tempo sono stati chiamati a pronunciarsi sugli effetti del glifosato utilizzato in agricoltura.

Le posizioni contrastanti riguardavano EFSA (European Food Safety Agency), che aveva definito improbabile che il glifosato potesse rappresentare un rischio cancerogeno per gli esseri umani, e IARC (International Agency for Research on Cancer), secondo la quale la sostanza chimica è probabilmente cancerogena per l’uomo.

La Monsanto avrà pure tirato un sospiro di sollievo dopo la pubblicazione di questo risultato, ma il parere definitivo sulla questione arriverà solo nei prossimi mesi. Dopo la ricezione degli elaborati del Comitato per la valutazione del rischio dell’Echa, infatti, la Commissione UE riprenderà le discussioni con gli Stati membri, per poi giungere all’epilogo conclusivo entro i prossimi 6 mesi, o comunque non oltre la fine dell’anno.

Leggi anche Stop glifosato: della Monsanto e di altri demoni

Annachiara Cagnazzo

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