Glifosato: dopo anni di scontri in Europa, la soluzione da un progetto italiano

Riduzione dell'impiego dei prodotti da diserbo contenenti glifosato, è l'obiettivo del progetto Rail Landscape

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BRUXELLES 19 NOV- Il Glifosato: l’erbicida più usato nella storia. 8,6 miliardi di kg di erbicidi a base di glifosato (GBHs) sono stati utilizzati nel mondo a partire dal 1974. Gli agricoltori hanno fatto affidamento su erbicidi a base di glifosato per più di quattro decenni: ma quali sono i potenziali pericoli di quello che Greenpeace etichetta come “l’amianto della nostra generazione”?

Nel Maggio 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classificò il glifosato come sostanza “probabilmente cancerogena”, ma le più recenti analisi effettuate dagli scienziati non lasciano spazio a dubbi. Partendo dagli studi contraddittori sugli effetti del glifosato, gli scienziati della University of Washington hanno confrontato i dati dal 2001 al 2018: per le persone esposte al glifosato, il rischio di sviluppare un linfoma non Hodgkin aumenta del 41%.

Il glifosato viene utilizzato soprattutto come diserbante per eliminare piante ed erbacce dalle infrastrutture ferroviarie, causando all’ambiente altrettanti danni. Diversi studi hanno dimostrato come esso sia in grado di contaminare suolo, aria e acqua. Il glifosato, agendo in modo non selettivo, è in grado di sterminare qualunque organismo vegetale al quale viene applicato.

Le ricerche e le analisi effettuate in merito alla tossicità del glifosato sono innumerevoli, ma quel che più si evince dai risultati è che sembrerebbe certamente rischioso il continuo utilizzo di glifosate. Perché allora continuiamo ad impiegare un prodotto con un così alto tasso di nocività?

Nell’Ottobre del 2016 fu instituito un tribunale etico internazionale contro la Monsanto Company, l’azienda americana dal fatturato di circa 14 miliardi di dollari, produttrice di Roundup, il famoso pesticida di fama mondiale contente glifosato.  Nello stesso anno si effettuò una delle operazioni nell’agrochimica più grandi di sempre: l’azienda Monsanto accettò l’offerta di 66 miliardi di dollari e venne acquistata dalla Bayer, un’azienda tedesca, superando ufficialmente dopo due anni le barriere dell’anti-trust.

Nel 2017 i paesi dell’UE furono chiamati a votare in merito al rinnovo dell’autorizzazione per l’uso del glifosato, ma i risultati del voto si dimostrarono molto diversi dalle aspettative: a favore della proposta di proroga di 5 anni (fino al 2022) si espressero 18 Stati, solo nove ad opporsi (Italia, Francia, Belgio, Grecia, Ungheria, Cipro, Malta, Lussemburgo e Lettonia. Quel che stupì i cittadini ed i politici europei fu proprio la Germania, il cui voto dopo numerose astensioni passò al sì per il via libera alla proroga.

Era l’ultima occasione per opporsi al glifosato, ma la Germania spostò gli equilibri, con altri quattro paesi che decisero di seguire i tedeschi nella scelta del voto. La Germania, sottomessa agli interessi di Bayer (impegnata nel percorso di acquisizione di Monsanto, principale produttore di glifosato) si portò dietro Polonia, Romania e Bulgaria. Il voto di quel giorno fu definito un vero e proprio “crimine contro l’Europa”.

Ma il glifosato può essere vietato prima del 2022?

L’eurodeputata Laura Comi ha presentato nella giornata di ieri il progetto Rail Landscape: con un milione di euro investiti, prevede l’integrazione di diverse tecnologie digitali per il monitoraggio delle infrastrutture ed il diserbo selettivo. Il progetto prevede l’utilizzo di scanner laser, fotocamere, droni e GPS ma anche la sperimentazione di sostanze come l’acido pelargonico. Soluzioni innovative, che hanno sicuramente un migliore profilo eco-tossicologico rispetto al glifosato.

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