Global Compact: il governo fa un passo indietro

Salvini: "Il governo non firmerà il Global Compact"

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Solo due mesi fa il premier Conte aveva espresso il proprio sostegno al Global Compact for Migration. Oggi il governo italiano ha deciso di rimettere tutto nelle mani del Parlamento e di non partecipare al summit ONU.

Il problema è sorto il 26 novembre quando il capogruppo della Lega alla commissione Esteri della Camera, Paolo Formentini, ha depositato una risoluzione in cui critica il documento ONU punto per punto. In un’intervistaIl Sole24ore  il capogruppo ha dichiarato: “Ideologica, laddove si afferma che la migrazione è una fonte di prosperità, innovazione e sviluppo sostenibile. Per noi come Lega non è affatto detto che sia così: è un’esaltazione del fenomeno migratorio”.

Ma che cos’è il Global Compact?

Logo Global Compact for MigrationSi tratta di un documento ONU sull’immigrazione. Il testo non è vincolante. Si limita a stabilire delle linee guida, una visione comprensiva sulla gestione dell’immigrazione e dei richiedenti asilo.

Le norme all’interno del Global Compact sono generali. L’obiettivo è migliorare la cooperazione globale attorno al fenomeno migratorio e ribadire principi già presenti nel diritto internazionale. Il testo era stato proposto nel settembre 2016. Il governo Renzi aveva accettato l’accordo.

Per il momento molti Paesi europei, tra cui FranciaGermania, hanno dichiarato di voler firmare il Global Compact. Grande mancanza la Svizzera, che ha deciso di non partecipare alla riunione a Marrakech. Gli Stati esplicitamente contrari invece sono, come da aspettative, Ungheria e Polonia.

La maggioranza è divisa sulla firma del Global Compact

Il vicepremier Salvini è stato il primo a dichiarare che il governo non firmerà il Global Compact e non si presenterà a Marrakech, proprio come la Svizzera. La critica maggiore della Lega, espressa da Formentini, è l’elogio delle rimesse degli emigrati: “Spesso [le rimesse, ndr] portano con sé dei problemi, nel senso che sono flussi di denaro difficilmente controllabili attraverso i quali transitano sia soldi sporchi sia soldi che addirittura vanno a finanziare il terrorismo”.

Il premier Conte invece si è dichiarato a favore del Global Compact.  Lo ritiene infatti “assolutamente compatibile con la nostra strategia”. Ha ribadito che la sua idea non è cambiata in questi due mesi. In una nota ha però spiegato che poiché il documento riguarda temi scottanti considera opportuno “parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione“. La decisione sarebbe stata presa ieri sera durante un vertice di maggioranza.

Molti esponenti del M5S hanno dimostrato il proprio appoggio al testo ONU e hanno criticato le scelte del governo. Secondo il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia“il Global Compact va sottoscritto assolutamente”.  L’europarlamentare Laura Ferrara ha istituito una delegazione bipartisan che andrà comunque a Marrakech.

Dall’opposizione si è alzata la voce di Maurizio Martina  per cui l’Italia, a causa delle scelte del governo, sarebbe diventata “zimbello globale”.

Ora tutto è nelle mani delle Camere che dovranno decidere la strategia da seguire. Intanto si inizia a vociferare che il Global Compact possa essere la divisione definitiva all’interno della maggioranza giallo-verde.

Giulia Dardano

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