Il 31 agosto partirà la missione Global Sumud Flotilla, una coalizione di «persone comuni – organizzatori, operatori umanitari, medici, artisti, religiosi, avvocati e marittimi – che credono nella dignità umana e nel potere dell’azione non violenta». L’iniziativa consiste in una spedizione principalmente via mare, in un unico coordinamento globale senza precedenti per rompere l’assedio genocida di Israele su Gaza e sui palestinesi. La missione di Global Sumud Flotilla si svolgerà dal 31 agosto al 4 settembre, ad oggi rappresenta la più grande mobilitazione dal basso mai vista prima nella storia dell’umanità e sta trovando il sostegno di moltissime personalità italiane di rilievo anche molto diverse tra loro, come Alessandro Barbero, Zerocalcare, Elisa Toffoli e Marco D’Amore.
Global Sumud Flotilla: la popolazione civile al fianco della Palestina
L’orrore che Israele continua a perpetuare nei confronti dei palestinesi porta con sé un senso di impotenza per chi assiste inerme alla devastazione e alla colonizzazione forzata che il popolo palestinese subisce da anni, con gli ultimi due anni che si sono tramutati in una vera e propria azione genocida da parte del governo Netanyahu. In questo terribile contesto e mentre le istituzioni internazionali peccano di un colpevole immobilismo, la popolazione civile ha voluto rispondere cercando di portare aiuti umanitari a gazawe e gazawi, tramite una mobilitazione coordinata via mare, terra ed aria: la Global Sumud Flotilla.
L’idea nasce dopo il blocco della barca a vela Madleen della Freedom Flotilla Coalition in acque internazionali da parte di Israele, una spedizione umanitaria in cui anche Greta Thunberg era parte dell’equipaggio. In quell’occasione gli operatori umanitari a bordo furono bloccati nel Mediterraneo, arrestati da Israele e rispediti nei loro Paesi d’origine. Questo episodio ha dato il via al nuovo progetto, che sta trovando il supporto di moltissime personalità nazionali e internazionali.
All’iniziativa parteciperanno migliaia di civili provenienti da circa 44 Paesi differenti e la flotta salperà il 31 agosto dalla Sicilia, dalla Tunisia e dalla Spagna per raggiungere via mare Gaza e portare cibo, medicine, giocattoli e altri aiuti alla popolazione stremata dalle azioni genocida di Israele. Storicamente, la Global Sumud Flotilla rappresenta la più grande mobilitazione dal basso mai vista prima e la portata di questa iniziativa è racchiusa nella scelta del nome Sumud, che in palestinese significa resilienza, capacità di resistere.
Le personalità italiane a sostegno della mobilitazione: da Alessandro Barbero a Zerocalcare
Nel Belpaese non è passato inosservato il video di sostegno all’iniziativa del professore Alessandro Barbero, celeberrimo divulgatore molto stimato dalle nuove generazioni, perché Barbero è una personalità che solitamente non si schiera, eppure anche lui ha sentito la necessità di sostenere questa grandissima azione pacifista in un momento storico in cui l’umanità sembra essere sotterrata, insieme alle centinaia di migliaia di vittime innocenti che Israele continua a mietere.
Anche il fumettista Zerocalcare ha espresso il suo sostegno all’iniziativa, insieme a tantissimi altri artisti come Elisa Toffoli, Levante, Giovanni Storti, Alessandro Gassman, i Subsonica, Fiorella Mannoia, Claudio Santamaria, Marco D’Amore, Gemitaiz, Shade, Anna Foglietta, Elena Sofia Ricci, Marco Bocci, Frankie Nrg-Mc e Le Coliche. L’espressione di solidarietà da parte di queste personalità di rilievo si traduce in protezione per i membri della missione, che grazie all’attenzione mediatica hanno più speranza di riuscire a forzare il blocco degli aiuti umanitari voluto da Israele.
La Global Sumud Flotilla e la Resistenza più viva che mai
Così come ogni giorno assistiamo alle bombe sganciate da Israele, allo stesso modo assistiamo ala rinascita di un concetto proprio della Seconda Guerra Mondiale: la Resistenza. Se negli anni 40 del ‘900 con Resistenza si indicavano tutte quelle associazioni volte alla liberazione dei territori dalle oppressioni fasciste, oggi il significato non è molto cambiato e il termine indica sempre più le azioni della popolazione civile volte a sostenere l’equità, l’autodeterminazione dei popoli e il ripudio di ogni azione bellica finalizzata ad offendere persone innocenti.
Nel caso della missione di Global Sumud Flotilla, il termine risulta ancora più incisivo: laddove una nave è stata bloccata, navigheranno decine di altre imbarcazioni, per sottolineare che l’umanità ha deciso di non restare impotente di fronte al genocidio e di non accettare le angherie e i soprusi del governo israeliano e dei coloni in Palestina, che continuano a perpetuare violenze inaudibili davanti agli occhi del mondo. L’obiettivo non è salvare, perché il popolo palestinese è in grado di salvarsi da solo, ma dare sostegno e mostrare solidarietà alla popolazione assediata.
La popolazione civile ha scelto di resistere e combattere la violenza di Israele non con le armi, ma con gli aiuti. Laddove persino la fame è diventata una disumana arma da guerra, la civiltà ha deciso di rispondere con la pace e il sostegno per la missione di Global Sumud Flotilla si traduce in una scelta storica che risponderà a questa domanda: tra decenni, quando tutto sarà finito, cosa avrò fatto io per impedire che tutto questo accadesse sotto i miei occhi?
Aurora Colantonio
















