Globalizzazione: la sorprendente dichiarazione di Xi Jinping

Toronto Star
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Il presidente cinese Xi Jinping difende la globalizzazione: essa è un dato di fatto che coinvolge tutti e non ha senso cancellarla.

Globalizzazione, quel processo che ha rivoluzionato la politica, l’economia e la cultura in tutto il mondo. Processo che permette di importare ed esportare ogni idea, prodotto o parola. Iniziata già nel XIV secolo grazie agli imperi coloniali, la globalizzazione ha acquisito vita propria e sembra inarrestabile. Che piaccia o no, essa condiziona in modo evidente ogni vita, dall’economia alla politica, dalla lingua alla cultura, tutto entra a far parte di una piattaforma globale.

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Eppure, ancora oggi qualcuno tenta in ogni modo di limitare gli effetti della globalizzazione e di chiudersi a riccio. Addirittura il nuovo presidente degli Stati Uniti, Paese che ha esportato idee, valori e prodotti per decenni, sembra voler compiere un cambiamento di rotta e indirizzarsi verso il protezionismo. Questo perché la globalizzazione fa paura: i disastri finanziari locali diventano globali, così come le malattie, le idee pericolose e i comportamenti criminali (come il terrorismo).

Proprio in merito alla globalizzazione, le dichiarazioni del presidente cinese Xi Jinping hanno sorpreso. Durante forum economico di Davos, Xi Jinping si è mostrato sotto una luce alquanto “liberal“. Sembra che sia in atto una profonda trasformazione nella Cina. Da Nazione chiusa e dagli atteggiamenti sempre circospetti nei confronti dell’Occidente, a Paese che vuole diventare un esempio di globalizzazione equa e pacifica. Un processo interamente made in Cina e fondato sul partito comunista.

Per il presidente cinese l‘apertura dei mercati è fondamentale per i Paesi in via di sviluppo, ai quali deve essere permessa una piena partecipazione. Nessuno deve ritenersi migliore di altri, tutti devono collaborare in modo pacifico affinché si possano realizzare pienamente quelle opportunità che la globalizzazione offre. Tornare indietro è pressoché impossibile: ormai siamo tutti legati da questi fili invisibili che legano l’intera popolazione mondiale.

Scegliere la via del protezionismo non è più contemplabile oggi. Per Xi Jinping questo significherebbe “chiudersi dentro una stanza buia. Vento e pioggia possono pure restare fuori, ma resteranno fuori anche la luce e l’aria“. (Il Manifesto).

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