Golden Globes 2018: tutti in nero per la cerimonia

Trionfo per "Tre manifestti a Ebbing, Missouri" e "Big Little Lies".

Ieri sera è andata in scena la prima cerimonia cinematografica del 2018, i Golden Globes. Protagoniste della serata le donne e la lotta alle molestie e agli abusi, per questo si sono vestite tutte di nero, come segno di protesta contro quanto avvenuto in passato.

Ecco gli ambiti "Globi d'oro", assegnati ieri sera.
0

Si è svolta ieri sera la cerimonia dei Golden Globes, giunta quest’anno alla 75esima edizione. L’evento ha avuto luogo presso il Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills, California ed è stato trasmesso in diretta dall’emittente statunitense NBC. Il conduttore della serata è stato Seth Meyers. Le candidature per l’edizione 2018 erano state rese pubbliche l’11 dicembre scorso a Los Angeles, in quell’occasione a fare da presentatori erano stati: Sharon Stone, Garrett Hedlund, Kristen Bell e Alfre Woodward. Con loro c’erano anche la Golden Globe Ambassador (la valletta della cerimonia) Simone Garcia Johnson, il produttore Barry Adelman e la presidentessa della Hollywood Foreign Press Association Meher Tata. Ed è proprio la Hollywood Foreign Press Association (HFPA) ad assegnare i premi ai candidati dei Golden Globes.

Seth Meyer ha condotto la cerimonia dei Golden Globes 2018
Seth Meyer sul palco dei Golden Globes 2018.

I vincitori della serata

Ecco la lista dei vincitori:

Miglior film – drama Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior film – commedia Lady Bird

Miglior regista Guillermo del Toro – La forma dell’acqua – The shape of water

Miglior attore in un film drammatico Gary Oldman – L’ora più buia

Miglior attore in un film commedia-musicale James Franco – The disaster artist

Miglior attrice in un film commedia-musicale Saoirse Ronan – Lady Bird

Miglior attrice in un film drammatico Frances McDormand – Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior attore non protagonista Sam Rockwell – Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior attrice non protagonista Allison Janney – I, Tonya

Miglior film d’animazione Coco

Miglior sceneggiatura Martin McDonagh – Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior canzone This is Me (The Greatest Showman)

Miglior colonna sonora Alexandre Desplat – La forma dell’acqua – The Shape of Water

Miglior film straniero Oltre la Notte – In the Fade (Germania)

Miglior serie TV drammatica The Handmaid’s Tale

Miglior commedia o serie musicale The Marvelous Mrs. Maisel

Miglior film TV o miniserie Big Little Lies

Miglior attore in una serie TV drammatica Sterling K. Brown – This is us

Miglior attore in una serie TV commedia o musicale Aziz Ansari – Master of None

Miglior attore in una miniserie Ewan McGregor – Fargo

Miglior attore non protagonista in una serie, film TV o miniserie Alexander Skarsgard – Big Little Lies

Miglior attrice in una serie TV drammatica Elisabeth Moss – The Handmaid’s Tale

Miglior attrice non protagonista in una serie, film TV o miniserie Laura Dern – Big Little Lies

Miglior attrice in un film tv o miniserie Nicole Kidman – Big Little Lies

Miglior attrice in una serie tv, commedia o musicale Rachel Brosnahan – The Marvelous Mrs. Maisel

Cecil B. deMille Award Oprah Winfrey

Una cerimonia “in nero”

La serata è stata una vera e propria manifestazione contro le molestie e gli abusi che per decenni sono stati compiuti da produttori e registi. Perciò le attrici si sono presentate vestite tutte in nero, mentre gli attori hanno indossato un adesivo sul bavero della giacca con la scritta “Time’s Up” (ossia, “Il tempo è scaduto”, è il momento di denunciare). E #TimesUp e #WhyWeWearBlack sono stati gli hashtag ufficiali della serata. Nei discorsi di ringraziamento pronunciati dopo le singole premiazioni, le attrici hanno ribadito la loro intenzione di continuare a raccontare storie di donne, che possano ispirare altre donne ad alzare la testa e far sentire la propria voce. Solo così si potrà evitare che qualcun altra dica “#MeToo” (ovvero, “anche io” sono stata vittima).




Un bilancio della serata

Quello di ieri sera è stato un evento davvero particolare. Dopo gli scandali che hanno imperversato negli scorsi mesi ad Hollywood e che hanno sconvolto tutto il mondo del cinema, i Golden Globes sono stati la prima vera cerimonia importante a seguito del caso Weinstein. Inutile dire che di lui non c’era alcuna traccia, né tantomeno c’erano tracce dei vestiti disegnati da sua moglie Georgina Chapman, stilista del brand Marchesa (assieme a Keren Craig), sul red carpet. A trionfare è stato, per quanto riguarda il cinema, il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, che si è aggiudicato ben 4 premi. Mentre in ambito televisivo ha avuto la meglio Big Little Lies, mini-serie che ha conquistato anch’essa 4 premi. E non è un caso che temi centrali di queste opere siano le donne, la loro forza e la voglia di combattere.

Golden Globes 2018: "Big Little Lies"
Il cast di “Big Little Lies” mentre riceve il premio come Miglior Miniserie o Film per la televisione.

Un nuovo possibile inizio per Hollywood?

I Golden Globes sono solo la prima delle premiazioni cinematografiche che danno vita alla cosiddetta “Awards Season” e che culminano con gli Oscar. Ma, se davvero i segnali mandati ieri sera sono autentici, allora si può realmente sperare in una nuova fase per il mondo del cinema e dello spettacolo? Che sia questo un nuovo inizio per Hollywood? Lo speriamo davvero, così come speriamo in risultati migliori per l’Italia, che è purtroppo rimasta a bocca asciutta ieri sera. E, per scoprire a chi andrà l’Oscar, non resta che attendere qualche settimana.

Carmen Morello

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Continuando a navigare sul sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi