Gorino: madri e bambini migranti respinti

La Nuova Ferrara
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Mentre Gorino combatteva contro “l’invasione”, donne e bambini si sono visti negare ogni diritto.

Le vicende di Goro e Gorino hanno ormai fatto il giro dell’Italia e ogni cittadino si è schierato: chi dalla parte degli abitanti, chi dalla parte delle donne  e dei loro bambini.

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Quando è giunta la notizia dell’arrivo di queste dodici donne e otto bambini, la loro reazione non si è fatta attendere. Sono scesi in strada e, con ogni mezzo a loro disposizione, hanno creato una vera e propria barriera per impedire l’accesso alla località. A nulla è valso l’intervento del colonnello dei Carabinieri. Ogni suo tentativo di mitigare gli animi e di convincere gli abitanti ad accettare l’arrivo di questi bisognosi è caduto nel vuoto e inghiottito dalle urla di protesta.

Non è per razzismo, ma i nostri paesi sono isolati dal mondo, da tutto; non siamo tutelati. Ci siamo svenati per fare qualcosa per il turismo e da domani il turismo non lo avremo più! Occuperanno l’unico luogo con la disponibilità di posti letto, e noi non abbiamo più nessuno da portare in giro per la Laguna. È una cosa assurda”.

Ecco le parole che si sentono in un video postato su Facebook dal più grande sostenitore di questa “protesta anti-invasione”: Matteo Salvini. Egli “sta con loro, sta con i cittadini di Gorino“.

Anche di fronte alla notizia dello stato di gravidanza di una delle donne la folla non si è scomposta. Anzi, la risposta è stata a dir poco scioccante: “non ce ne frega niente” (per non riportare parole meno decorose).

Ogni frase era poi rigorosamente accompagnata da urla e cori da stadio, stessero quasi combattendo contro la fame nel mondo, le guerre, o altro di realmente significativo. Invece, tutta il loro furore era indirizzato verso delle semplici donne, verso dei bambini colpevoli solo di aver osato indirizzarsi vero le loro case, verso le loro vite.

Un articolo dell’Huffington Post riporta alcune dichiarazioni delle giovani donne respinte a Gorino. Storie diverse e allo stesso tempo terribilmente uguali: violenza, la ricerca disperata di una via di fuga, la mancanza di cibo, il “barcone della salvezza“, il viaggio verso l’Italia, verso l’Europa.

E infine le parole che la giovane Belinda rivolge a coloro che non hanno voluto concederle un posto sicuro:

Fermate questo odio, per favore, siamo tutti una cosa sola, al mondo

(Huffington Post)

Uno degli uomini che si vede nel video sulla pagina Facebook di Salvini, munito di megafono, afferma che “questo è il fallimento dello Stato”. Sarebbe più corretto dire: questo è il fallimento dell’umanità.

 

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