Lunedì 28 aprile 2025, c’è stato uno dei blackout in Spagna e Portogallo più vasti e sconvolgenti della sua storia recente. In pochi secondi, il Paese spagnolo si è trovato privo di energia elettrica, con ripercussioni a catena anche in Portogallo e nel sud della Francia. Un evento di portata straordinaria, che ha messo in ginocchio infrastrutture vitali e sollevato una lunga serie di interrogativi sulle reali cause dell’interruzione, ancora ignote.
Un’interruzione improvvisa e devastante
Alle 12:33 esatte, la rete elettrica spagnola ha subito un crollo improvviso della potenza, con un calo stimato in circa 15 gigawatt, e che ha coinvolto anche parte della Francia e il Portogallo. L’impatto del blackout in Spagna e Portogallo è stato devastante: semafori spenti, treni bloccati, metropolitane paralizzate, aeroporti nel caos. Supermercati assaltati dai cittadini in cerca di generi di prima necessità. A Madrid e nelle principali città del Paese è scattato lo stato d’emergenza, mentre il premier Pedro Sánchez ha convocato due conferenze stampa nel giro di poche ore per aggiornare la popolazione.
Intanto, l’Istituto nazionale per la sicurezza informatica (Incibe) ha avviato un’indagine sul blackout in Spagna e Portogallo per capire a causare l’interruzione è stato un attacco informatico. “Al momento non hanno ancora individuato la causa dell’interruzione, ma stanno lavorando per ripristinare la fornitura di energia” ha detto Antonio Costa, il Presidente del Consiglio Europeo, che è stato anche a capo del governo portoghese fino al 2024.
I tentativi di ripristino e le prime difficoltà
Il gestore nazionale dell’energia ha definito la situazione del blackout in Spagna e Portogallo “senza precedenti”, annunciando un piano di ripristino che avrebbe richiesto dalle sei alle dieci ore. Ma la realtà si è rivelata ben più complessa. Solo verso le 17:30 alcune aree della Catalogna, Aragona, Galizia e Andalusia hanno ricominciato ad avere corrente, mentre la copertura nazionale non ha superato il 35% fino alle 21:30. Le autorità hanno invitato la popolazione a rientrare a casa prima del buio, poiché l’illuminazione pubblica non poteva essere garantita.
Ipotesi naturali: davvero colpa del clima?
Inizialmente, una delle spiegazioni più battute è stata quella di un fenomeno meteorologico raro. La società portoghese REN ha parlato di un’oscillazione repentina delle temperature come possibile causa del guasto.
Tuttavia, tale tesi è stata presto ridimensionata da fonti interne alla stessa REN, che hanno ammesso l’assenza di dati certi a sostegno di questa ipotesi. Rimane dunque solo una congettura, priva di basi scientifiche concrete.
Cyberattacco o sabotaggio? Le piste oscure
Parallelamente, è cresciuto il sospetto di un possibile attacco informatico. Il presidente della giunta andalusa Juan Manuel Moreno ha subito ipotizzato un’azione ostile, ma il governo centrale ha mantenuto una posizione più prudente. Nonostante alcune rivendicazioni da parte di gruppi hacker filorussi e filopalestinesi, nessuna prova concreta è stata fornita.
La vicepresidente della Commissione Europea Teresa Ribera ha definito improbabile uno scenario di sabotaggio, mentre esperti di sicurezza informatica hanno ribadito che un attacco su scala nazionale sarebbe possibile, ma estremamente complesso da coordinare.
Il guasto tecnico e il rischio sistemico
Tra le ipotesi più accreditate rimane quella di un malfunzionamento interno alla rete. L’Agenzia europea per la cybersicurezza ha parlato di un probabile guasto tecnico, forse in uno snodo strategico della distribuzione elettrica, che avrebbe innescato un effetto domino. Sistemi di sicurezza che avrebbero dovuto contenere il problema non si sono attivati, provocando così il collasso generalizzato. Un caso simile, anche se meno grave, aveva colpito l’Italia nell’ottobre 2024, causando l’interruzione dei trasporti ferroviari.
Lo spettro della fragilità energetica europea
Il blackout in Spagna e Portogallo solleva una questione più ampia: la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche europee. La crescente interconnessione delle reti nazionali, pur favorendo la condivisione dell’energia, espone i sistemi a rischi sistemici.
Eventi come quello del 28 aprile mostrano quanto sia urgente rafforzare i meccanismi di difesa e prevenzione, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e instabilità climatica.
In attesa che le indagini forniscano risposte definitive, il blackout in Spagna e Portogallo rimane una ferita aperta per i due Paesi e i suoi cittadini. Le immagini delle città immerse nell’oscurità, delle folle spaesate nei supermercati e dei mezzi pubblici fermi sulle rotaie sono destinate a rimanere impresse nella memoria collettiva. L’“apagón” del 2025 non è stato solo un episodio tecnico, ma un campanello d’allarme sulla fragilità del nostro sistema energetico e sulla necessità di una maggiore resilienza.
















