Il grasso negli obesi è infiammato e danneggiato

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Una ricerca condotta presso l’Università di Exeter e pubblicata sul numero di gennaio di Metabolism rivela che il grasso negli obesi è profondamente sofferente, il tessuto grasso è perennemente infiammato con le cellule che si lacerano e cicatrizzano mentre aumentano di dimensione.
I ricercatori che hanno lavorato con l’autrice principale dello studio la dottoressa Katarina Kos hanno scoperto che il grasso viene letteralmente soffocato dal suo stesso peso, le cellule non riescono ad avere un’adeguata quantità di ossigeno.



Le modificazioni del tessuto grasso che diventa rigido e con le cellule ingrandite che si riempono di cicatrici lo rende molto meno efficace nel suo compito primario che è immagazzinare energia ed anche più difficile da eliminare. Questo innesca una catena di eventi negativi, l’energia in eccesso che immettiamo col cibo non scompare, non trovando posto nelle cellule del grasso sottocutaneo viene dirottata verso organi come il fegato e il pancreas e il grasso attorno agli organi è molto più pericoloso per la salute di quello sottocutaneo, ma anche verso le arterie.
Come non bastassero le brutte notizie ce ne sono altre, il tessuto grasso così infiammato e cicatrizzato produce alti livelli di una proteina chiamata lisil ossidasi (LOX). In effetti se controllate il link all’articolo scientifico vedrete che il punto della ricerca era proprio come questi alti livelli di LOX siano legati non a patologie correlate all’eccesso di peso come il diabete (cioè non è detto che un diabetico abbia alti livelli di questa proteina) ma sono proprio l’espressione delle disfunzioni del tessuto adiposo. L’ulteriore brutta notizia è che è stato verificato che dopo gli interventi chirurgici di riduzione del grasso i livelli di LOX rimangono alti, il che sta a indicare che una volta che le cellule del tessuto adiposo sono state danneggiate pur diminuendo la massa grassa quelle rimanenti rimangono danneggiate e poco efficienti.




Motivo in più per tenerlo sotto controllo prima, anche se questo non vuol dire che chi è obeso è condannato ad essere obeso, la dottoressa Kos precisa che unendo adeguata attività fisica e limitato apporto calorico si raggiunge l’effetto voluto ma lo si deve fare più a lungo di quanto si dovrebbe farlo con un tessuto adiposo sano.
Riassumendo e in parole povere se permettete al grasso addominale o comunque sottocutaneo di diventare segnato dalla cicatrici (scarred) vi esponete a una quantità di patologie, anche se potreste non sembrare grassi, perché il grasso diventerà viscerale, andrà a far soffrire gli organi e questa condizione di “scarred fat” è già provato che è collegata al diabete.

Roberto Todini

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