Grease vittima del politicamente corretto. L’importanza del contesto

Il 2021, se pur appena iniziato, si prospetta già un anno difficile per il mondo del cinema. Il politicamente corretto si è insinuato e ha colpito una pellicola tanto amata e tanto iconica: si parla del film Grease dell’anno 1978, con John Travolta e Olivia Newton-John. Intere generazioni si sono divertite al ritmo di canzoni ormai intramontabili, ma non solo. L’universo rappresentato dal film, fatto di giacche di pelle, capelli gellati e balli acrobatici, ha segnato in modo decisivo l’immaginario pubblico. In questi giorni, tuttavia, il film più “brillantinato” della storia è al centro di numerose critiche: qual è il loro contenuto?

“Grease” e il politicamente corretto: la polemica

La polemica è scoppiata nel Regno Unito. Il canale BBC1 aveva deciso di trasmettere durante la sera del 26 dicembre la famosa pellicola, sperando di incontrare l’interesse dei telespettatori. Il risultato è stato a dir poco imprevedibile. Questo evento, infatti, ha suscitato una gran quantità di polemiche. Sono numerosi gli interventi su Twitter, raccolti poi dal Daily Mail in un articolo : “stupido, eccessivamente bianco e misogino” oppure “sessista”, addirittura c’è chi sostiene che “dovrebbe essere bandito dallo schermo”.

Numerose scene del film sono state giudicate irrispettose, per i motivi sopra citati: come ad esempio il nuovo look di Sandy (Olivia Newton-John) durante l’ultima scena; la scena in cui Putzie si sdraia a guardare sotto la gonna delle ragazze oppure la mancanza di ragazzi neri all’interno della scuola. La canzone Summer Nights secondo alcuni “incita allo stupro” per una frase cantata da Danny (“Dimmi di più, dimmi di più, lei ha lottato?”).




L’importanza del contesto

Non è la prima volta che, nel mondo del cinema, si è assistito a ciò, in nome di un deleterio revisionismo storico, che si chiami politicamente corretto oppure cancel culture.  Già era successo con il film Via col Vento, recentemente era avvenuto anche per numerose serie tv, accusate di adoperare la blackface. Inoltre anche i film di Johnny Deep sono stati presi di mira, come era avvenuto anche per Hartley Sawyer, licenziato dalla serie “The Flash”.

Sta prendendo forma un atteggiamento pericoloso, scoppiato con rabbia durante il Black Lives Matter e alimentato poi da una frangia di femminismo più radicale. Secondo la mia opinione il problema fondamentale di questo atteggiamento è la mancanza di uno sguardo critico e l’incapacità di cogliere il contesto storico di fronte ad un’opera o un fatto del passato, in particolare di genere artistico.

Guardare un film come Grease nel 2021 permette di cogliere aspetti della società che, fortunatamente, sono cambiati in meglio e allo stesso tempo siamo in grado di fruire di un’opera artistica di tutto rispetto. Il film va considerato nel suo contesto storico, così come ogni opera prodotta dall’uomo, altrimenti si cade nell’errore di cancellare il passato che non si ritiene “giusto” e iniziare così un processo di in-conoscenza e incoscienza. Il risultato che si otterrà di questo passo è quello di un uomo senza storia e senza passato, ergo senza futuro. Giudicare un film perché razzista e al tempo stesso dire che “ci sono troppi bianchi” è frutto di questo modo di pensare.

 

 

Jacopo Senni

 

 

 

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