Greta Sole de Todaro: la prima clown di corsia italiana in sedia a rotelle

Greta Sole de Todaro, conosciuta come clown "Girasole", regala sorrisi ai bambini ricoverati in pediatria al Niguarda.

Milano Post
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Con il capo e i colleghi la mia disabilità diventa invisibile.
Cogliere il bello da una brutta esperienza e tramandarlo al prossimo: questo ha fatto Greta Sole de Todaro, la trentunenne Milanese che è stata proclamata in questi giorni “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” da Sergio Mattarella.
Il motivo? La capacità di regalare sorrisi ai bambini ricoverati in pediatria al Niguarda; una “missione” che la trentunenne, costretta su una sedia a rotelle a causa di una malattia agli arti inferiori, ha deciso di intraprendere dopo una delle tante operazioni subite. Sono stata operata più volte a causa della mia malattia. Una volta però la mia degenza è stata diversa dalle altre, ho vissuto un’esperienza che mi ha cambiato la vita: ho incontrato un clown che in un pomeriggio di estremo dolore fisico è riuscito, in una manciata di secondi, a farmi ridere. Al mio ritorno a casa, quel ricordo è stato il mio analgesico. Mi ha dato forza”.
L’incontro con il clown ha convinto Greta a contattare l’”Associazione Teniamoci per mano Onlus” per iniziare la formazione come clownterapeuta, un’occasione preziosa anche per imparare a gestire le relazioni a causa del suo disagio psicofisico.

E quindi, occhiali giganti, camice bianco e naso rosso alla “Patch” Adams per “clown Girasole”, la ragazza che regala sorrisi ai bambini in cura, che non vede la disabilità come un limite e che sostiene di avere le ali sulle ruote della carrozzina; la stessa ragazza che dice ai bambini di non avere paura delle cure e che reinventa gli strumenti di medici e infermieri a suo piacimento: “lo stetoscopio colorato che metto al collo è stato ribattezzato dai bambini ‘caleidoscopio mandarino’. Mi vesto in maniera buffa, racconto storie, filastrocche, canto e  quando un piccolo ride, rido anch’io”.

 

Corriere.it


Clown Girasole e il ricordo di “Patch” Adams: quando portare umanità a chi soffre diventa una missione.
Una storia, quella di Greta, che fa tornare alla mente lo straordinario operato di Hunter Doherty Adams, medico statunitense -meglio conosciuto con il soprannome di “Patch” Adams- inventore e sostenitore della terapia del sorriso.
Lo stesso medico che è diventato ancora più celebre grazie all’interpretazione che ne ha fatto Robin Williams sul grande schermo; tra le tantissime scene memorabili e degne di essere ricordate, impossibile dimenticare il bagno negli spaghetti di Emily, la malata terminale che ha visto realizzato il suo desiderio grazie alla volontà di “Patch”. Una scena tratta da un episodio realmente accaduto nella vita di Doherty Adams, che spiega così il concetto di “morte divertente”Siamo qui per aiutare i pazienti a vivere la più alta qualità di vita e, quando non è più possibile, per facilitare la più grande qualità di morte. 

 

“Portare umanità a chi soffre, aggiungendo un po’ di umorismo”: questo lo scopo di “Patch” che gli è valso un premio per la Pace nel 1997 e una laurea honoris in pedagogia, conferitagli dall’Università di Bologna. Un medico che ha fatto del sorriso una terapia  conosciuta e riconosciuta in diversi Paesi del mondo e che ha reso l’ospedale un luogo migliore, grazie a occhiali giganti, vestiti buffi e un semplice naso rosso da clown, lo stesso che Greta indossa oggi per far sorridere i suoi bambini.

 

Francesca Conti

 

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