Grillo e la diffamazione, una storia che parte da lontano

Fonte immagine: segnalidivita.com
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La Corte d’appello condanna Grillo per aver diffamato Franco Battaglia con queste parole:

“Ai tempi del fascismo non si mediava. Anch’io non voglio mediare: Battaglia, che è pagato dalle multinazionali, lo prendo a calci nel c… e lo sbatto in galera”.





Ma non serviva la Corte d’appello per sancire quello che è palese dai tempi del “vecchia put*ana” rivolto ad una scienziata del calibro di Rita Levi Montalcini, per non parlare degli attacchi squadristi subiti da Ilaria Capua, costretta per questo ad emigrare all’estero.

Diventa altresì comprensibile, alla luce di questi attacchi a gente di scienza, il suo aver calamitato quella moltitudine di gente che va da quelli convinti che i vaccini causino l’autismo e l’alitosi a quelli che si curano il cancro con limone e bicarbonato, per finire con fulminati che vanno in giro con cappellini di alluminio per contrastare gli effetti nocivi delle scie chimiche. Tutta gente ormai convinta che coloro che si sono fatti il mazzo per anni sui libri sono dei poveri imbecilli, mica sveglioni come loro che hanno capito tutto in 5 minuti su YouTube.

Davvero non capisco quali e quante altre prove servano ancora per capire la pericolosità sociale di quest’uomo. In un Paese civile uno così le uniche 5 stelle le vedrebbe dalla finestra di una cella.

 

Flaminia Sabatello

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