Dalle grotte dipinte del Paleolitico al Teatro Cinese di Hollywood

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Le grotte dipinte del Paleolitico ci mostrano un uomo preistorico amante della bellezza, dell’arte, del sacro.

L’uomo moderno, in parte tuttora crede al mito dell’evoluzione, dallo stato di scimmia a quello di oggi.

grotte dipinte

artepreistorica.com

Noi contemporanei siamo tanto più avanti e quindi più intelligenti, più alti, più belli… più tutto.

Eppure questo mondo occidentale del consumismo, sempre più veloce, se da una parte, ci sazia il corpo, l’altra parte, quella dello spirito, percepisce la mancanza d’Altro.

Serpeggia il mal di vivere, la malattia nervosa, la depressione, la noia, e la mancanza di sogni e speranze.

René Guénon, scrittore, esoterista, intellettuale francese, convertitosi all’Islam, critica duramente l’individualismo della modernità, visto come un allontanamento dalla verità originaria.

Guénon indica la civiltà ideale come l’età dell’oro.

Nella quale la dialettica tra l’uomo e la natura si risolve nel sacro: tutto ciò che esiste è un riflesso del pensiero divino.

L’uomo antico s’identifica realmente con l’oggetto del suo pensiero, liberandosi da una realtà che gli porta la morte.

Il sacro come consolazione, come, quando un bambino correndo cade, vola tra le braccia della madre trovando un porto sicuro.

La Tradizione, che significa “trasmettere oltre” è universale e i suoi archetipi sono simili in molte culture.

Il mito ci insegna che la trasmissione deve avere una rielaborazione critica per accompagnare il nostro divenire.

Il mondo prosegue il suo cammino a cicli, in certi si cerca di riacciuffare la tradizione, in altri si è talmente lontani dai valori iniziali che succede un quarantotto… rivoluzioni, guerre, terrorismo.

Dove possiamo trovare l’inizio della Tradizione?

Le Grotte di Lascaux, chiamate anche la Cappella Sistina del Paleolitico, sono un complesso di caverne che si trova nella Francia sud-occidentale.

Furono ritrovate fortuitamente da quattro ragazzi in cerca di un passaggio segreto.

Sono inserite nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Oggi non sono più visitabili, per ovvi motivi di conservazione.

Si può accedere a una loro “replica” all’interno di un edificio-museo.

L’arte parietale di Lascaux come risposta a una richiesta di un qualcosa di sacro/magico/religioso.

I grandi animali, il toro, la mucca, l’uro (estinto) erano per loro delle divinità, potevano dare cibo e vita o la morte.

La Grotta delle Mani, in Patagonia, dichiarata Patrimonio Culturale dell’Umanità nel 1999, mostra un insieme di pitture che vanno fra 13.000 e 9.500 A.C., anni fa.

Famosa per le impronte colorate delle mani.

Potrebbero essere state impresse come una sorta di dichiarazione:

“Io sono, la mia mano con la quale raccolgo, mangio, caccio, testimonia che esisto, in me c’è il divino”.

La Tradizione di quei primitivi sopravvissuti alla morte grazie alle impronte delle loro mani.

Chissà se le impronte dei Divi (che significa divini) del mondo dello spettacolo, impresse sui blocchi di cemento, davanti al Teatro Cinese, a Hollywood, resisteranno sino all’anno 12.000 d.C.

                                                                                                             Paola Tassinari

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