Il Guggenheim troppo bianco: nello staff poche persone di colore

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Il Guggenheim è troppo bianco e favorisce il razzismo. No, non è riferito al colore dell’edificio

Nonostante la piega radicale che ha preso il movimento Black Lives Matter nelle ultime settimane, la protesta nata a New York contro il Guggenheim Museum non è riferita al colore candido delle pareti dell’edificio – responsabili di un curioso equivoco – ma ai membri del suo staff.
In una lettera collettiva a firma del “Curatorial Department”, gli specialisti del museo chiedono ai vertici dell’istituzione

cambiamenti immediati e radicali per correggere un ambiente di lavoro che lascia spazio al razzismo, la supremazia dei bianchi e ad altre pratiche discriminatorie.

La lettera, che non è firmata singolarmente per evitare conseguenze sulle carriere, si riferisce ai numeri dello staff: composto da ben 276 persone,  solo 26 afro-americani, 24 ispanici e 20 di origine asiatica. Dei 25 consiglieri di amministrazione, solo due non sono bianchi. Il Guggenheim non è il solo museo a essere troppo “bianco”, situazione che non può essere casuale in una Melting Pot come New York, capitale dell’eterogeneità culturale.



La direttrice artistica del museo si concede una “pausa riflessiva”

La direttrice artistica del museo, Nancy Spector, ha annunciato tramite la sua portavoce che si prenderà tre mesi di aspettativa a partire da luglio, ma non è chiaro se la decisione sia legata alla lettera. Il clima è sicuramente teso: nel weekend ha dato le dimissioni Tony Conrad Therrien, responsabile al museo per l’architettura e le iniziative digitali.

Sono stato complice di una cultura istituzionale che sistematicamente ha tenuto ai margini tanta gente troppo a lungo”, ha detto Therrien, spiegando di voler farsi da parte, per lasciare spazio a chi meglio di noi rappresenta l’equità che non solo è necessaria, ma urgente.

E le sue parole non potrebbero risultare più vere: l’equità, la giustizia sociale negli Stati Uniti non possono essere più il fanalino di coda dei problemi all’ordine del giorno, sono urgenti, poiché le manifestazioni che le richiedono hanno assunto il carattere più proprio dell’urgenza: la violenza.

Francesca Santoro

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