Gumshoe: le prime scarpe prodotte con gomme da masticare riciclate

Nei Paesi Bassi le chewing gum vengono raccolte dalla strada e trasformate in suole

Ma dalle gomme da masticare si possono ottenere anche stivali, matite, tazze e contenitori appositi per le chewing gum.

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Gomme da masticare: chiunque ne fa uso, per alcune persone sono una vera e propria dipendenza; ma, una volta usate e masticate fino a farsi dolere le mascelle, dove finiscono? Stando ad alcuni calcoli, oltre 16 milioni di euro vengono spesi annualmente nell’acquisto di chewing gum. Molto spesso vengono sputate sulle strade e così le vie delle città si riempiono di ‘simpatiche’ macchie bianco-grigiastre, che finiscono sotto le suole delle scarpe di qualche malcapitato.

Gumshoe

Secondo alcune stime, ogni anno solo nei Paesi Bassi sull’asfalto si accumulano 1,5 milioni di gomme da masticare (sì, avete letto bene, un milione e mezzo!), nella classifica dei rifiuti gettati per strada le chewing gum si trovano al secondo posto, proprio dietro ai mozziconi di sigarette (altrettanto ‘simpatici’). Ma, oltre ad essere uno scempio dal punto di vista estetico, le gomme da masticare hanno anche un altro grosso difetto: ogni singolo chewing gum ci impiega dai 20 ai 25 anni a biodegradarsi completamente. Ciò significa che, se ne gettiamo a terra uno oggi nel 2018, nel 2050 sarà ancora lì. A meno che qualcuno non lo raccolga e ne ricavi qualcosa di buono. Come hanno ben pensato di fare nei Paesi Bassi l’ente IAmsterdam, l’azienda d’abbigliamento Explicit Wear e l’azienda londinese Gumdrop. Da questa collaborazione è nata Gumshoe: la prima scarpa al mondo prodotta con i chewing gum raccolti dalle strade di Amsterdam.




Queste sneaker sono fatte per il 20% di gomme da masticare riciclate, dove finisce questo 20%? Nelle suole delle Gumshoe, il resto è di pelle. Servono circa 2,2 libbre di gomme da masticare per quattro paia di Gumshoe, quasi mezzo chilo per ciascuna scarpa. Sono disponibili in due colorazioni: una nera con suola e dettagli rossi a contrasto e l’altra rosa chewing gum (mai colore avrebbe potuto essere più appropriato). A proposito, sapete perché le gomme da masticare hanno proprio questo colore? Perché quando il loro inventore, il ragioniere newyorkese Walter Diemer, creò nel 1928 le Bubble gum, aveva un solo colorante disponibile, ossia il rosa. Tale colore divenne poi famoso proprio grazie al successo delle gomme e tuttora viene definito “rosa bubble gum”. Tornando alle Gumshoe, sono già prenotabili online e hanno un prezzo di circa 200 euro, per la precisione costano 199,95 euro, anche se quelle nere con la suola rossa risultano in saldo al costo di 49,95 euro.

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Gumdrop

Ma perché è stato scelto come materiale proprio la gomma da masticare? A spiegarlo è Anna Bullus, designer britannica e fondatrice di GumDrop, nata nel 2009, è la prima azienda al mondo a riciclare chewing gum per ricavarne plastiche industriali.

“Le gomme sono fatte di un materiale sintetico, che può essere riutilizzato e trasformato in un nuovo materiale adatto anche all’abbigliamento, che abbiamo battezzato Gum-Tec”.




Difatti, Gumdrop produce stivali da pioggia, tazze, matite e appositi contenitori per le chewing gum, a partire dalle chewing gum stesse. Rimuovere le gomme da masticare dalle strade delle città ha dei costi molto alti e, dal momento che servono almeno due decenni affinché si biodegradino, Anna Bullus ha pensato di riciclarle dando vita ad oggetti di uso comune. Ma c’è di più: per evitare che la gente le getti a terra, ha creato dei cestini per la spazzatura destinati solo ed esclusivamente alla raccolta di chewing gum. Uno si chiama GumDrop Bin ed è stato pensato per luoghi pubblici, quali scuole, università, parchi, centri commerciali. L’altro si chiama GumDrop on the Go ed è invece destinato all’uso personale. Entrambi sono fatti totalmente con gomma riciclata e quando un GumDrop on the Go è pieno, lo si può gettare in un GumDrop Bin che verrà a sua volta riciclato con tutta la gomma raccolta al suo interno, dando via ad altri tre GumDrop Bin. Un ciclo che parte dalle gomme da masticare riciclate e finisce con altre gomme da masticare riciclate. L’idea di Anna Bullus è piaciuta così tanto che l’Università di Winchester e l’aeroporto di Heatrow hanno adottato i GumDrop Bin e in tre mesi di prova i costi per la pulizia sono stati ridotti di circa 6 mila sterline. Inoltre il successo riscosso in Gran Bretagna l’ha portata a collaborare con IAmsterdam ed Explicit Wear dando vita alle Gumshoe.

Non male per delle semplici chewing gum. Dunque, la prossima volta che le comprate e masticate, ricordatevi di non gettarle a terra. Date loro una “seconda chance”.

Carmen Morello

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