Ad Halloween mi travesto da razzista

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Quando ad Halloween si esagera con lo “scherzetto” e si degenera nel razzismo.

Halloween è una festa tipicamente Americana, molto più considerata e “sentita” negli Stati Uniti che sul Vecchio Continente. Ecco perché ogni anno i preparativi per rendere questo giorno quanto più macabro e spaventoso possibile sono sempre effettuati con grande cura e attenzione ai dettagli.

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Tra bambini che si preparano per fare “dolcetto o scherzetto” e ragazzi che sfoggiano facce degne di film horror, qualcuno ha ideato uno “scherzo” per nulla divertente.

In Florida, un uomo ha appeso all’albero di fronte a casa due manichini. I due corpi impiccati non susciterebbero alcun scalpore se non fosse per il colore: i due manichini scelti sono neri.
La scena rievoca uno dei capitoli più bui e crudeli della storia americana: i linciaggi attuati nei confronti della popolazione afroamericana.

Nell’immagine che ritrae i due manichini impiccati si vede anche un manifesto con sopra scritto: Trump. La preferenza politica del cittadino può non significare nulla, ma è noto a tutti che il candidato alla presidenza non ha mai mostrato grande simpatia nei confronti di chi non ha le caratteristiche di un “americano vero”.

Per giustificare la scelta infelice di offrire questo spettacolo inquietante e indubbiamente razzista, l’artefice ha affermato: “Just for Halloween“. Insomma, per lui è solo uno scherzetto innocente.

Opinione diversa avranno i milioni di afroamericani che in una semplice immagine vedono rievocate le indicibili crudeltà attuate contro la loro popolazione da parte di chi li ha strappato alla loro terra per renderli schiavi e servi.

Una colpa visibile ancora oggi nella società statunitense che sembra non essere in grado di superare definitivamente il razzismo nei confronti di chi abita quelle terre da intere generazioni.

L’assurdità di questa realtà così incompatibile con quei principi di cui gli Stati Uniti affermano di essere i maggiori sostenitori, nonché promotori, da quasi un secolo.

Un semplice scherzo che però mostra chiaramente quanto il problema del razzismo sia concreto e radicato ancora oggi.

 

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