Hitler era ebreo? La storia di un pettegolezzo

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Le affermazioni di Lavrov sulle presunte origini ebree di Hitler stanno facendo il giro del mondo. Le parole del ministro russo servono, dal suo punto di vista, a screditare il presidente ucraino e a rinforzare la propaganda sulla necessità di «denazificare» l’Ucraina. Il sillogismo dei russi “se Hitler era ebreo, anche Zelensky può essere nazista” si basa su una vecchia leggenda. Vediamo di cosa si tratta.

Periodicamente rispunta una teoria che desta sempre molto interesse: Hitler aveva davvero «sangue ebraico»? la risposta è molto semplice: no. Infatti non esistono prove a sostegno di questa ipotesi.

Le voci di una ipotetica origine ebraica del futuro despota, iniziarono a circolare nei primi anni ’20 (a Monaco) quando Hitler iniziava la sua carriera di oratore politico. Le stesse voci tornarono a circolare brevemente dopo la conquista del potere ma fu dopo la fine della Seconda guerra mondiale che la tesi iniziò ad avere maggiore risonanza.




Alois, padre di Hitler e vero protagonista di questa storia

L’unico vero mistero riguarda il nonno paterno del dittatore tedesco. Infatti il padre di Hitler, Alois, era figlio illegittimo e non si conoscerà mai l’identità del padre.

L’unica certezza è che Alois nacque nel 1837 come figlio illegittimo di Maria Anna Schicklgruber, che all’epoca aveva 42 anni. Nei documenti battesimali manca il nome del padre. Cinque anni dopo, nel 1842, la nonna di Hitler sposò Johann Georg Hiedler. Quest’ultimo morì nel 1847 e Alois fu adottato da Johann Nepomuk Hiedler (fratello di Johann e ulteriore “indiziato” di essere il vero padre di Alois). Nel 1876, a 39 anni, Alois falsificò i documenti per farsi registrare come figlio legittimo di Johann Georg e cambiò il cognome da Schicklgruber in Hitler (una modifica del cognome Hiedler).

Alois fu un uomo e un padre violento e non ebbe un buon rapporto con i figli. Ebbe tre mogli: dal matrimonio con la seconda nacque Alois Jr. Dalla terza moglie (Klara, una cugina di primo grado di 23 anni più giovane, che inizialmente lavorava in casa sua come domestica) ebbe sei figli tra cui, nel 1889, Adolf.

Il nipote ricattatore

L’autore principale di questa teoria fu proprio un parente stretto di Hitler. William Patrick Hitler (che poi cambiò il cognome in Stuart-Houston) nacque in Inghilterra da Alois Hitler Jr., fratellastro di Hitler, e dall’irlandese Bridget Dowling. Visse principalmente nel Regno Unito ma risiedette per alcuni anni in Germania.

William, nonostante lo scarso rapporto di Hitler con i suoi familiari, aveva ottenuto vari posti di lavoro e favori dallo zio. Ad un certo punto non si accontentò più di posti di secondo piano e chiese un incarico di partito. Dopo il rifiuto di Hitler iniziò a ricattare il dittatore minacciandolo di confermare la teoria secondo la quale il nonno paterno, il padre di Alois Hitler Sr., era l’ebreo Leopold Frankenberger.

Non avendo ottenuto i risultati sperati tornò in Inghilterra e scrisse i libri sullo zio che lo resero famoso. Per un certo periodo si arruolò addirittura nell’esercito americano.

Le lettere con cui William minacciava lo zio di rivelare le sue ascendenze ebraiche si trovano nelle memorie postume di Hans Frank, governatore nazista della Polonia.

Hans Frank

Frank racconta di aver ricevuto l’ordine del Fuhrer di avviare ricerche sulla sua famiglia. Effettivamente scoprì che la nonna paterna, Maria Anna Schicklgruber, aveva dato alla luce un bambino mentre lavorava come cuoca in casa dei Frankenberger, una famiglia ebrea di Graz. La tesi era che il padre naturale del bambino (Alois, futuro padre di Hitler) fosse un membro di quella famiglia.

La teoria senza fondamento

Questa teoria manca di basi logiche perché gli ebrei di Graz furono espulsi dalla città nel 15° secolo e ritornarono solo intorno al 1860, vent’anni dopo la nascita del padre di Hitler. Alcune ricostruzioni parlano di una piccola comunità ebraica presente a Graz già prima ma mancano comunque le prove che una famiglia ebrea di nome Frankenberger abbia vissuto in città. Inoltre non c’è alcuna prova che la nonna di Hitler sia mai stata a Graz, e nessuna documentazione che la colleghi a una famiglia con quel nome.

La propaganda russa

La storia sulle origini ebree di Hitler viene utilizzata da vari movimenti neonazisti per dimostrare che “ammesso che ci sia stato un Olocausto, la colpa è da ricondurre agli ebrei stessi” trasformandoli quindi da vittime in carnefici. Lavrov e la propaganda russa sposano questa tesi per poter giustificare le azioni militari tese, a loro dire, alla denazificazione di una nazione che “è nazista anche se ha un presidente ebreo”.

Le parole di Lavrov arrivano dopo un secolo di teorie e pettegolezzi non verificabili. A prescindere dalla vera identità del nonno di Hitler non si capisce come queste teorie possano giustificare in qualche modo l’aggressione russa all’Ucraina.

In Ucraina infatti, come in tutta Europa, esistono dei movimenti e dei gruppi neonazisti, ma questo non identifica un’appartenenza ideologica di un popolo intero e tanto meno giustifica gli orrori ai quali stiamo assistendo.

Alessandro Milia

 

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