Hong Kong: Carrie Lam ritira la legge sull’estradizione

Nonostante questa decisione, le proteste andranno avanti, fanno sapere i manifestanti.

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Dopo una lunga lotta, la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, ritira ufficialmente la legge sull’estradizione che aveva innescato le proteste. Ma a quanto pare questa mossa non basterà a fermare le manifestazioni.

Ormai è da mesi che le proteste proseguono ad Hong Kong. E, probabilmente per mettere la parola fine al tutto Carrie Lam ha preso una decisione. La governatrice del paese ha infatti ufficialmente ritirato la legge sull’estradizione, ovvero la miccia che ha innescato le manifestazioni nell’ex colonia britannica. Abbiamo analizzato nel dettaglio questa legge con un nostro articolo che vi invitiamo a leggere per avere qualche informazione in più in merito.

Pace fatta con i manifestanti, quindi? Nemmeno per sogno, fanno sapere. In sintesi, gli organizzatori della protesta hanno fatto sapere che ormai ritirare la legge non basta più. Anche Joshua Wong, il leader del “movimento degli ombrelli” del 2014, ha espresso un pensiero simile con un messaggio sul suo account Twitter.




“Cinque richieste non meno”

Con il passare del tempo i manifestanti hanno aumentato le loro richieste, è nato così il famoso slogan “cinque richieste non meno”. In sintesi, vogliono le dimissioni del capo dell’esecutivo, la creazione di una commissione indipendente che indaghi sulle violenze politiche, la cancellazione dell’accusa di sommossa per i manifestanti arrestati, riforme politiche ed elezioni democratiche. Carrie Lam sembra aver dato alcune speranze sulla possibilità di realizzare queste proposte, ma senza convincere del tutto.

Ad esempio ha dichiarato che verrà sicuramente svolta un’indagine sul comportamento della polizia e verranno anche coinvolti degli esperti stranieri. Ma a svolgerla ci penserà l’organo di vigilanza attuale, che per i manifestanti non è indipendente. La governatrice ha inoltre aggiunto che non ci sarà nessuna amnistia per gli arrestati, perché devono essere giudicati secondo la legge. Ha avuto delle riserve anche sul suffragio universale, che andrà discusso in un’atmosfera diversa e secondo le corrette procedure legali.

Cosa aspettarsi dal futuro

Stando alle dichiarazioni dei manifestanti, è improbabile che le proteste si placheranno. Nonostante ciò, questa apertura da parte di Carrie Lam fa ben sperare su una possibile intesa futura. Non è da escludere che il ritiro della legge sull’estradizione e le altre proposte siano solo un “piccolo passo” verso qualcosa di più grande e che metta d’accordo anche i manifestanti. Per scoprirlo però, non possiamo far altro che aspettare e scoprire come si evolverà la situazione di Hong Kong.

Francesco Giordano

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