Hunters: Al Pacino a caccia di nazisti per vendetta

Nella nuova serie Amazon Prime Video dei sopravvissuti all’Olocausto si vendicano dei nazisti nella New York anni 70’

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Hunters è l’ultima serie originale sfornata da Amazon Prime Video, ambientata nella New York del 1977.

Il personaggio principale, interpretato da Al Pacino, è il capo ebreo di una banda di cacciatori di nazisti. 

La storia è frutto di fantasia ma ovviamente prende spunto da fatti reali.

L’obiettivo della banda è scovare nazisti che d,opo la caduta del Terzo Reich, sono riusciti a scappare dalla Germania e rifugiarsi negli Stati Uniti, sotto falso nome. Alcuni di questi stanno tramando in segreto per fondare il Quarto Reich.

La storia inizialmente ci presenta 4 diverse prospettive: quella di Jonah, un ragazzo ebreo che vive con sua nonna a Brooklyn; quella della banda di “hunters” guidata dal vecchio ebreo Offerman, sopravvissuto all’Olocausto; quella di un ragazzo nazista dall’aspetto molto ariano; infine quella dell’agente FBI Morris, una donna nera che indaga sull’omicidio del “nazista numero 1”. 

La storia ingrana lentamente ma, come nella scacchiera della sigla, tutti a un certo punto prenderanno le loro postazioni e la caccia si farà sempre più interessante.

Il finale è aperto, l’ultima scena in particolare strappa una risata ed è parecchio indulgente con le fantasie più gettonate sul tema nazismo.

TARANTINO STYLE

E’ stata definita una serie tarantiniana – vedi Bastardi senza gloria– e in effetti ci sono varie scene splatter e stacchi surreali che mischiano la drammaticità del tema affrontato con momenti di ilarità.

Lo stacco meglio riuscito è sicuramente quello in cui gli “hunters” vengono presentati uno ad uno come fossero dei supereroi. La serie richiama spesso il mondo dei fumetti, il protagonista Jonah lavora in un negozio di comics. Lui stesso dovrà scontrarsi con i concetti di buoni e cattivi, eroi e villain, giusto e sbagliato. Mantenere la sua coscienza pulita da bravo ragazzo o cedere alla vendetta offerta da Offerman. Richiamare il mondo dei supereroi è anche un tentativo di alleggerire scene eccessivamente violente, molto criticate. 



CRITICHE 

Daniel Fienberg sull’Hollywood Reporter, nonostante l’abbia trovata una serie “intrigante”, ha scritto che:

Così tante cose orribili e disumane furono perpetrate durante quegli anni, che è strano scegliere di crearne di nuove; sembra una sorta di «sensazionalizzazione dell’Olocausto.

Critiche come queste sono piovute proprio per le scene dei flashback su Auschwitz. In particolare alcune ricostruzioni della vita nel campo di concentramento sono tacciate di essere frutto di un’inventiva a fini spettacolari che non riflette cosa è realmente successo in quel luogo. Come la scena della partita di scacchi con i prigionieri usati come pedine umane manovrate dai nazisti.

Tante le inaccuratezze storiche, secondo lo Auschwitz Memorial Museum – museo sul sito del famoso campo di concentramento – che ha dichiarato:

Auschwitz è stato teatro di cose orribili e sofferenze infinite, tutte documentate da chi è sopravvissuto. Inventare un gioco di scacchi umano è una sciocchezza pericolosa e una caricatura. Fornirà materiale a chi continua a negare l’esistenza dell’Olocausto. Al contrario, è importante preservare la precisione storica.

Il creatore della serie David Weil dice che è tutto ispirato dai racconti della nonna sull’Olocausto . Chi ha creduto nella realizzazione della serie è il produttore esecutivo Jordan Peele, già sceneggiatore e regista di Scappa (Get Out), il thriller dai toni horror di grande successo.

Gloria Cadeddu

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