I Bajau: il “popolo del mare” che vive tra i pesci e sfida le lontre

Riescono a trattenere il fiato sotto l’acqua per oltre tre minuti. Non hanno paura di immergersi in apnea sino a toccare i 20 metri di profondità senza alcuna particolare strumentazione. Passano più della metà del loro tempo immersi nelle profondità marine, raggiungendo le 8 ore di immersione giornaliere. Squali? No, “solo” uomini. I Bajau, popolo del mare, sfidano le leggi naturali, così tanto che secondo gli scienziati i loro numeri eguagliano quelli…delle lontre. Ecco il loro segreto. 


L’evoluzione dei Bajau

I Bajau, ribattezzati gli “zingari del mare”,  erano in origine un popolo nomade, di perenni navigatori (si spostavano con delle piroghe, fermandosi nel luogo di approdo solo per breve tempo) probabilmente proveniente in principio dalle Filippine. Il loro continuo spostarsi nel corso dei secoli si è notevolmente ridotto, mentre la loro diffusione si è notevolmente ampliata ed oggi, diventati più “sedentari”, i Bajau si sono insediati nelle acque delle Filippine, dell’arcipelago indonesiano e della Malesia, propagandosi in tutto il sud est asiatico. Cioè che non è andato perso col tempo, però, è lo strettissimo contatto con il mare e il loro stile di vita, rimasto intatto dal principio. Continuano infatti a vivere in tradizionali palafitte, le stesse che costruivano come dimore temporanee nei loro brevi soggiorni, e si dedicano alle attività di pesca e raccolta di crostacei, meglio se con lunghe immersioni annesse.

Proprio i millenni passati sott’acqua, a sfidare la natura, in simbiosi e contatto viscerale con l’oceano sarebbero alla base dell’incredibile adattamento di questo popolo all’ambiente marino e delle incredibili capacità scritte pocanzi. Secondo uno studio riportato dalla rivista Cell, infatti, le ripetute immersioni avrebbero portato ad un’adattamento del loro corpo nel corso del tempo. La milza di questo popolo sarebbe infatti più sviluppata e grande della media garantendo loro una maggiore riserva d’ossigeno. Continuano le ricerche in tal senso (si parla, ad esempio, di un impatto riscontrato anche sui riflessi necessari all’immersione). Una grandissima opportunità di studiare l’evoluzione e l’adattamento umano alle condizioni ambientali. Da uomini…a sfidare le lontre.
Il popolo del mare dei Bajau è una meraviglia da tutelare e la testimonianza di quanto straordinaria possa essere la natura.

Beatrice Canzedda

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *