“I bambini di oggi sono diversi”. Quanto pesa l’assenza della televisione?

C'era una volta la tv dei ragazzi

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Quante volte avete sentito dire “I bambini di oggi sono diversi.  Crescono più in fretta, non hanno fantasia. Usano troppi social e stanno poco insieme”. Vero, in moltissimi casi. Ma sono davvero i bambini ad essere cambiati, o gli stimoli che gli vengono dati? In questo senso è interessante vedere l’evoluzione della tv dei ragazzi



La tv dei ragazzi 

La Rai fu la prima negli anni ’50 a capire l’importanza di dedicare uno spazio nel proprio palinsesto a bambini ed adolescenti. La fascia pomeridiana diventa il regno dei più piccoli, con cartoni animati ( come non ricordare Tom e Jerry e Braccio di Ferro), programmi dedicati quali ad esempio lo Zecchino d’oro, e telefilm d’oltreoceano quali  Zorro o Lassie. Oltre alle fiction autoprodotte.

Generazione Bim Bum Bam

Nel 1980 la Mediaset affida ad Alessandra Valeri Manera la costruzione della propria fascia ragazzi. Con il Giappone come punto di riferimento e Cristina d’Avena come simbolo e voce delle storiche sigle, Mediaset porta in Italia la cultura anime e manga e diventa l’azienda di riferimento per gli spettatori più piccoli. Nasce, cosi possiamo chiamarla, la generazione Bim Bum Bam, il programma per ragazzi del pomeriggio che lanciò tra gli altri Paolo Bonolis.

Il grande dilemma

Troppo violenti, troppo adulti, troppo poco educativi, troppo censurati…per anni Alessandra Valeri Manera ha dovuto scontrarsi con genitori e associazioni e affrontare la temuta censura da un lato e i ragazzi più grandi  che desideravano trasmessa la versione originale del cartone senza le censure giudicate eccessive dall’altro. Una battaglia persa in partenza. Perché citarla? Il tracollo della fascia ragazzi inizia da qui…

Quando il buonismo è troppo…

Ad inizio anni 2000 soffia il vento del cambiamento. Alessandra Valeri Manera lascia la Mediaset…e la nuova politica aziendale memore delle tante polemiche porta verso cartoni animati sempre più educativi. Imparare i colori, alfabeto, le lingue, la geografia, insegnare bontà, obbedienza, generosità…come dite? Giusto così? Mica tanto…per essere avvincente una storia ha bisogno della morale e degli ideali positivi ..certo, ma anche dei cattivi, sempre più spesso assenti non giustificati. Il risultato? Tanti bambini piccoli appassionati di Peppa Pig, ma per adolescenti e preadolescenti…una gran noia e addio ai cartoni animati, “roba per bambini piccoli”. L’avvento di Internet ha fatto il resto. Il risultato? Il crollo della fascia ragazzi, che ormai ha quasi totalmente  abbandonato l’importante ruolo sempre avuto nella televisione, e bambini e adolescenti che ormai e si intrattengono con social e serie tv, quelle si, spesso troppo adulte per loro. E senza televisione, il palinsesto lo fa Youtube, con tutte le conseguenze del caso

Questione di scelte

Arriviamo alla mia conclusione…I bambini sin dalla tenera età oggi conoscono destra e sinistra, parlano inglese, usano perfettamente computer e tecnologia. I cartoni insegnano obbedienza e tutto ciò che è giusto. Il prezzo da pagare sono il non insegnamento di empatia, sentimenti, amicizia, amore, giustizia, determinazione, perspicacia, umanità, ciò che non si deve fare. Soprattutto, sono l’aver tagliato fuori e portato a crescere troppo in fretta dietro la retorica del “i bambini di oggi sono diversi” tutta una fascia d’età che non trova più  chi la rappresenta e la guida.

Ne è valsa la pena pur di non dover spiegare un combattimento o un bacio o aver semplicemente detto a suo tempo di fronte ai cartoni animati giudicati non adeguati ai più piccoli “questo non lo puoi ancora guardare”? Permettendo di scomodare i grandi…ai posteri l’ardua sentenza

Beatrice Canzedda

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