I ban su Instagram stanno colpendo sempre più attivist*

Ormai Instagram è colmo di attivist*, testate giornalistiche e contet creators che, attraverso post, stories e dirette, cercano di utilizzare questo social come un vero e proprio mezzo d’informazione, spesso ottenendo ottimi risultati. Ebbene, durante il pridemonth sono decisamente aumentati i ban su Instagram contro moltissim* attivist*.

In che consiste il ban su instagram?

Purtroppo moltissimi account Instagram rischiano una vera e propria eliminazione dai social. Non si tratta dello shadow ban che ogni tanto, spesso quasi a caso, colpisce alcuni profili piuttosto che altri, agendo soprattutto sugli ashtag e quindi impedendo a quel determinato profilo di comparire nella home degli account che non lo seguono. In questo caso la vicenda è molto più complessa e delicata poiché molti profili di attivist* sono stati presi di mira da gruppi di haters. Sembrerebbe, infatti, che tramite Telegram si stiano organizzando segnalazioni di massa contro attivist* che parlano soprattutto di razzismo, omobitransfobia, femminsmo ecc.

Ma allora è vero che non si può più dire niente?

Forse sarebbe il caso di modificare il sottotitolo e specificare che “non si può più dire niente, a meno che tu non appartenga ad una categoria privilegiata”. Infatti, il ban su Instagram ha colpito solo ed esclusivamente profili di attivist* che fanno parte della comunità LGBTQI+ o trattano argomenti particolarmente scottanti, come il femminismo, il patriarcato, la rape culture ecc. Inoltre, sono stati soprattutto i post pubblicati durante il pridemonth ad esser stati segnalati.

Si tratta di argomenti estremamente scomodi per chi si lamenta che “non si può più dire niente”, quando a lamentarsi dovrebbero essere sicuramente altri. Su Instagram, infatti, o altri social, si vedono continuamente commenti che inneggiano all’odio e alla violenza; profili fake creati soltanto per insultare e criticare chi sui social cerca di trasmettere un messaggio positivo, di lotta e speranza al tempo stesso, tentando di utilizzare questi straordinari strumenti con coscienza ed intelligenza. Infatti, secondo l’ultimo Barometro dell’odio pubblicato da Amnesty Inernational, l’odio in rete è aumentato dello 0.5% rispetto al report precedente.

Evidentemente lo scopo è quello di far tacere chi ogni giorno cerca di lottare contro un sistema ormai antico e limitante; chi ogni giorno cerca d’informare e sensibilizzare riguardo la diversità, per esempio, che ancora difficilmente riusciamo ad accettare e soprattutto valorizzare. Eppure nessuno di questi profili si è scoraggiato; molti hanno scelto di aprire nuovi account per poter continuare a lavorare (perché si, si tratta di un lavoro) o hanno organizzato proteste ed iniziative.

E tu cosa puoi fare per aiutare quest* attivist* a combattere i ban su instagram?

E’  importante che ognuno di noi cerchi di supportare il più possibili i profili che ritiene validi. Per farlo è necessario ri condividere post o stories, mettere like, commentare, salvare i contenuti. Tutto ciò che possiamo fare è supportare ed interagire il più possibile con questi profili in modo da aumentare la loro visibilità, e soprattutto aiutarli a combattere questa lotta.

                                                                                                                                                              Sofia Centioni

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