I-can. Progetto di contrasto globale alla ‘Ndrangheta

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Il progetto “I-Can”, acronimo di Interpol Coorporation Against ‘Ndrangheta, è stato definito “un attacco globale alla ‘ndrangheta”


L’interpool, organizzazione internazionale dedita alla cooperazione delle forze di polizia nel mondo, ha raccolto la proposta presentata a Reggio Calabria, il 29 gennaio 2020. All’incontro erano presenti il capo della Polizia italiana Franco Gabrielli e il prefetto Vittorio Rizzi, vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza, insieme al capo dell’Interpool Jürgen Stock.

L’implementazione del progetto I-can (Interpool Cooperation Against ‘Ndrangheta) prevederà una cabina di regia a Roma, vista la centralità dell’Italia in termini di lotta alle mafie; l’azione criminale delle locali di ’ndrangheta è stata riconosciuta a livello internazionale dopo i ripetuti appelli del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, a seguito di centinaia di arresti e processi. In Canada ad esempio, solo nel 2019 la Corte superiore di Giustizia dell’Ontario ha confermato che sul suolo canadese operano diverse organizzazioni criminali, specialmente la ‘ndrangheta.

Ad oggi è possibile conoscere la struttura piramidale di quella che è divenuta la holding criminale più influente e ricca del mondo, in grado di dettare condizioni ai narcos messicani e colombiani. Alla base ci sono le ‘ndrine, costituite da famiglie potenti e da soldati; molte ‘ndrine formano un Locale di ‘ndrangheta, i rappresentanti delle ‘ndrine e dei locali formano un “parlamento” chiamato Mandamento. In Calabria esiste il mandamento di riferimento per le ‘ndrine operanti sul versante tirrenico e jonico, insieme al mandamento reggino. Al di sopra dei mandamenti c’è il “Crimine”, un organo decisionale ed esecutivo. Il gradino più alto è occupato da un ultimo organo, la Santa. Molti soggetti appartenenti alla Santa sono politici, magistrati corrotti, appartenenti alla criminalità organizzata, avvocati e ingegneri, medici e massoni; si tratta di volti sconosciuti perfino ai capi mandamento.

Nel segreto assoluto questa organizzazione criminale radicata in Calabria riesce a muovere l’economia del territorio in cui si colloca, sia direttamente che indirettamente, attraverso la potenza di fuoco delle ‘ndrine e gli accordi presi ai tavoli che contano, in riferimento ad appalti pubblici e operazioni finanziarie.

Le inchieste sviluppate in ambito internazionale hanno accertato che la ‘ndrangheta oggi è presente in 32 paesi in Europa, Africa, America e Oceania. È diventata il principale fornitore mondiale di cocaina, mantenendo intatti i legami con la casa madre, la Calabria. Il giro d’affari misurato in dieci anni ammonta ad oltre 1,068 miliardi di dollari.

 

Antonio Bruno

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