I giovani e il loro rapporto malato con i porno violenti: colpa del mancato dialogo con i genitori

Gli adolescenti guardano porno 'indecenti' molto più di quanto i loro cari pensino

I consigli degli esperti su come intervenire con i propri figli

porno
0

Fa parte della natura che, a un certo punto dell’adolescenza, la maggior parte dei bambini voglia esplorare il vasto mondo dei porno. Abbiamo però sottovalutato il fatto che, in un momento specifico della loro crescita emotiva, la pornografia per così dire ‘sbagliata’ può causare danni da diversi punti vista.

Fonte: sopralanotozia.it

Una curiosità passeggera può essere facilmente soddisfatta e quindi l’interesse abbandonato. Ma le immagini di natura porno, su determinati siti, hanno una vividezza e un potere talmente forte che possono facilmente indurre al vizio. Questo è il caso di molte altre attività sul web, come la frequentazione di chat, siti per acquisti o per giochi d’azzardo.

Per dirla brevemente, dall’esplorazione alla dipendenza il passo è breve. Un recente studio britannico della NSPCC (National Society for the Prevention of Cruelty to Children) mette in luce che il 65% degli adolescenti fa un uso spropositato della pornografia. Il campione di età è compreso tra i 15 ed i 16 anni.

I risultati evidenziano, non solo la facilità con cui i giovani sono esposti alla pornografia virtuale, ma soprattutto gli effetti negativi che essa può generare su di loro l’eccessiva connessione a video ‘a luci rosse’. Sicuramente può incidere sulle emozioni del bambino, in particolare sul suo primo approccio con il porno; ma non solo, sentimenti di shock e confusione, possono nascere anche se i piccoli utenti sembrano apparentemente indifferenti al contenuto.

Ma il dato preoccupante è quello che riguarda la scelta dei video hard. I giovani sono attratti per lo più dai porno di natura violenta dove i protagonisti sono gli uomini e il loro desiderio di esercitare potere sulle donne. Il rischio dunque è che i ragazzi possano vedere nel maschio particolarmente aggressivo, una figura positiva, un mito, che solo agendo così, riesce a conquistare la preda. In sostanza molti di loro vogliono emulare quello che hanno visto nel filmato porno, perché lo giudicano realistico e vincente in ambito sociale.

Se queste mura potessero parlare…





La pratica della pornografia viene consumata per lo più tra le mura domestiche. I genitori, anche se immaginano che questo accade, non hanno idea della quantità del tempo che i loro figli riservano alla visione dei porno, nè della qualità dei contenuti. Dai test che sono stati rivolti anche ai genitori, è emerso che questi sono ancorati alla ‘vecchia concezione dei filmetti hard’: donna svestita (o nuda) e pratica sessuale standard o leggermente spinta, etero, bisex o omosessuale. Macchè! Oggi gli adolescenti clikkano sui filmati che prevedono violenze di gruppo, maltrattamenti, e addirittura simulazioni di stupro. E ancora, orge, maschi che con virilità fanno fisicamente e verbalmente della figura della donna qualunque cosa.
Dagli studi è emerso che tutta questa libertà di azione nasce sì dalla ricchezza di pornografia sul web (compreso Fb), ma soprattutto dalla ‘non presenza’ dei genitori e dal mancato dialogo con i propri figli. Se invece i bambini venissero messi di fronte a certi argomenti sotto forma di consigli o sentendosi ‘controllati’, la questione cambierebbe.
Fonte: diocesidicremona.it
L’educazione sessuale però è un territorio così nuovo e vasto che nessuno conosce fino in fondo le metodologie da applicare e come simile materiale dovrebbe essere trattato o addirittura insegnato. L’anno scorso, una produttrice pornografica femminista, Erika Lust, in consultazione con gli educatori del sesso, ha creato un sito porno-Education per i genitori. A seguire, Tristan Taormino, un’altra produttrice/autrice di porno, detiene spesso nei campus universitari dei seminari per adulti sulla delicata questione sesso/figli.
In merito a questo, recentemente è stata istituita la Culture Reframed un’organizzazione no-profit a sostegno e in risposta alla frequente domanda che molti genitori si pongono: “Come prevenire l’esposizione dei nostri ragazzi a immagini di abusi e degradazione sessuali nella fase di formazione dell’identità sessuale?” Partendo da questo spunto, l’associazione ha elaborato un programma in 12 moduli che accompagna i genitori nei classici mutamenti della crescita emotiva, cognitiva e fisica alla quale gli adolescenti vanno incontro spesso in maniera errata.




Fonte: aibi.it
C’è da dire che è sicuramente difficile attraversare tutti i campi minati della ‘bruttezza’ del mondo della pornografica odierna. Ai genitori, viste le problematiche quotidiane e la difficoltà ad ottimizzare il tempo da dedicare ai figli nonostante il lavoro, serve tutto l’aiuto possibile.
Ma, in realtà, il progetto di Culture Reframed è molto più ampio e si occupa di molte altre questioni. Oltre a dare ai genitori un supporto nella gestione dell’educazione sessuale, si ripromette di intervenire sul potere dell’industria del porno. Come? cercando di ridare la sessualità e l’umanità dei bambini in mano ai genitori che sono per loro la prima guida. Nell’ambito familiare invece, gli psicologi suggeriscono che dialogo e controllo sugli adolescenti possono migliorare sicuramente la direzione delle scelte delle categorie di filmetti. E ancora, gli esperti, consigliano di ridurre il tempo che i giovani dedicano a questo materiale compromettente, con la frequentazione di corsi e sport. O, nel caso di ristrettezze economiche, con passeggiate all’aria aperta e giochi interattivi. La chiusura in camera e la solitudine generano nell’adolescente noia, problematiche e disagi che il più delle volte trovano conforto apparente nel circuito virtuale che influenza l’utente.

 




È dunque urgente che vengano messe in atto salvaguardie efficaci, insieme a una migliore educazione sessuale e delle relazioni, sia nelle sedi di istruzione, sia a casa, sia online. La maggior parte dei giovani, se non seguiti, corrono il rischio di inciampare in un modello di sesso errato, rappresentato da degradazioni e violenze alle donne.
È nostro dovere proteggere i bambini che molto più in fretta di quanto pensiamo, diventano uomini, e quindi dobbiamo assicurarci che ciò avvenga in età utile. Non chiudiamo gli occhi e la bocca, parliamo con i nostri figli, non è più tempo di essere bigotti!

                                                                                                                                    Claudia Marciano

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Continuando a navigare sul sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi