I MOVIMENTI DELLA CROSTA TERRESTRE E IL SUPERVULCANO

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Supervulcano

 

In un periodo compreso tra i 290 e i 280 milioni di anni fa, la Terra fu investita dall’esplosione di un enorme vulcano situato in quella che oggi in Piemonte, è la zona compresa tra la Valsesia, la Valsessera, una parte del biellese occidentale e fino a toccare il lago Maggiore.

Esplose con la potenza di 250 bombe atomiche, mille volte l’eruzione del Vesuvio che travolse Pompei ed Ercolano.
La presenza di rocce vulcaniche nella zona, era conosciuta da circa un secolo, ma solo nel 2009, è stato possibile dimostrare, grazie alle moderne tecniche geocronologiche, che le rocce magmatiche e le rocce vulcaniche affioranti nella zona, appartenevano ad un unico sistema magmatico attivo circa 280 milioni di anni fa e ormai fossile.

A causa del rovesciamento della crosta terrestre, avvenuto circa 60 milioni di anni fa, in seguito all’apertura del fondo dell’Oceano Atlantico e la conseguente deriva del continente Africano, in questa zona sono venute alla luce le parti più profonde del sistema di alimentazione dello stesso vulcano.
Rovesciamento che ha dato origine anche alla formazione delle Alpi.
Grazie a questo, oggi è possibile osservare ciò che in origine si trovava a 25 chilometri di profondità.

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Si tratta di una struttura geologica ormai fossile, che espone le parti più profonde del sistema magmatico sottostante il vulcano e che in genere non sono accessibili.
Questo consentirà in futuro, di poter studiare a fondo il comportamento sotterraneo di un vulcano attivo.

Non esiste al mondo un altro affioramento di questo tipo che rende visibili tutte le strutture di un sistema vulcanico, da quelle che originariamente si trovavano più in profondità a quelle più superficiali.

Le ricerche sono state condotte da Silvano Sinigoi, professore di Petrografia all’Università di Trieste, e da James Quick, prorettore della Southern Methodist University di Dallas in una collaborazione che ha avuto inizio negli anni 80.

L’area del Supervulcano fa parte del Sesia Val Grande Geopark riconosciuto dall’UNESCO il 5 settembre 2013 e diventato, nel novembre 2015,”UNESCO Global Geoparks”.
All’interno del Geoparco è possibile effettuare escursioni anche guidate.

 

 

DINA LAPIS

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