I segreti nel profondo Libano

I fondali marini del Libano rivelano segreti storici

Sui fondali marini del Mediterraneo al largo delle coste del Libano una squadra di sommozzatori di Sidone ha scoperto i resti di quelle che sembrano essere 11 antiche navi greche che si ritiene siano risalenti al terzo secolo a.C.. Il relitto, di una flotta di antiche navi macedoni, è stato scoperto a 300 metri sott’acqua vicino alla città di Tiro, nel sud del Libano. La squadra era guidata da Mohammad al-Sarji, capo dell’Unione libanese di professionisti subacquei e direttore della Sidon Diving Academy.

Stando alle dichiarazioni di Mohammad al-Sarji si sospetta che il relitto potrebbe essere il risultato nientemeno che dello storico assedio di Tiro, avvenuto intorno al 330 a.C.. La forma della ceramica conferma che risale al 332 a.C. come sostiene l’archeologo libanese Jafar Fadlallah, che ha condotto ricerche sul sito. Le navi probabilmente furono coinvolte nella campagna di Alessandro Magno, che tentò di entrare e occupare la città di Tiro nel 332 a.C.   Al tempo la città si ergeva su un’isola. Tanto è vero che il Re macedone fece costruire una strada che si estendeva dalla spiaggia alle mura della città dell’isola.




L’area in cui la squadra subacquea ha scoperto i relitti è un deserto sottomarino senza valli o alghe, a poche centinaia di metri dalla costa di Tiro. Sono stati rinvenuti 11 navi, alcune delle quali vicine l’un all’altra e altre distanti tra loro. In ogni posizione c’erano pile di pietre e vasi rotti.

I sub hanno esplorato i fondali “in silenzio” per tenere lontani pescatori e ospiti curiosi non invitati. Con l’aiuto di archeologi  assicurano che la scoperta riscrive la storia della città, e in particolare la campagna di Alessandro Magno. Di conseguenza, la scoperta, è  stata affidata alla Direzione Generale delle Antichità per ulteriori esplorazioni e interpretazioni.

Jafaar Fadlallah, professore di archeologia presso l’Università libanese, ha dichiarato come i relitti rinvenuti di oltre 2000 anni possano dire agli accademici di più sulle circostanze della loro distruzione. La diffusione di ceramiche rotte sul fondo del mare suggerisce che le merci erano a bordo di un gruppo di navi greche. Le navi, in viaggio verso la città di Tiro, si suppone furono distrutte e affondate da una tempesta.

L’importanza archeologica di Tiro

L’UNESCO ha riconosciuto l’importanza archeologica di Tiro nel 1979, quando ha aggiunto la città alla lista dei siti del patrimonio mondiale. La Direzione delle Antichità del Libano, in collaborazione con le organizzazioni europee, ha condotto numerosi scavi dagli anni ’40. Hanno rivelato che l’antica città marittima comprendeva quartieri residenziali, bagni pubblici, centri sportivi e strade pavimentate con mosaici. Le scoperte risalgono ai periodi fenicio, romano e bizantino.

Durante l’era fenicia, Tiro svolse un ruolo importante in quanto dominava il commercio marittimo. Ha contribuito alla creazione di insediamenti commerciali intorno al Mediterraneo e alla diffusione delle religioni nel mondo antico. Resistette anche all’occupazione dei persiani e dei macedoni, scegliendo di rimanere neutrale nella lotta tra i due acerrimi nemici.

Tuttavia, il Re macedone Alessandro Magno prese in considerazione l’acquisizione del controllo dell’isola e la creazione di una base navale, chiave per la vittoria nella guerra. Partì nel gennaio del 332 a.C. per conquistarla ad ogni costo. E’ risaputo che le navi greche viaggiavano in gruppi di 11, e la quantità di ceramica suggerisce che si trattava di un gruppo completo di navi.

Il centro principale di Tiro era un’isola ben fortificata e di difficile conquista. Alessandro allora bloccò il porto e circondò la città, assediandola per sette mesi e conquistandola grazie alla costruzione di un terrapieno che gli permise di oltrepassare le fortificazioni.

I lavori di esplorazione sono in corso sul sito da tre mesi, ma gli scavi e la documentazione degli oggetti richiederebbero molto più tempo. Indipendentemente da ciò, il sito è una scoperta notevole ed è un’ulteriore reliquia della storia nella regione meridionale del Libano che ha resistito alla prova del tempo.

 

Felicia Bruscino
Photo by Jim Beaudoin on Unsplash

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